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Ecco come Pfizer ha finto di testare i vaccini e come ha manipolato i risultati per fare più soldi possibile (VIDEO)

Pubblicato il 23/10/2023 22:38 - Aggiornato il 24/10/2023 11:53

Ora che sono arrivati i vaccini “aggiornati” contro il Covid-19, peraltro platealmente ignorati anche dal personale sanitario, che si è vaccinato in percentuali bassissime nonostante la “raccomandazione”, chi fosse ancora convinto della necessità di farsi inoculare, nuovamente, un vaccino a mRNA dovrebbe porsi qualche domanda. Ad esempio: perché i trial di Pfizer, ovvero i processi di sperimentazione propedeutici al rilascio di nu farmaco, sono stati bloccati, una volta ottenuta dalla Fda – l’agenzia del farmaco statunitense – una prima autorizzazione di emergenza nel dicembre 2021, quando tecnicamente era appunto in fase sperimentale? È uno dei tanti quesiti che c’è da porsi, ma è solo il primo. È molto importante fare attenzione alle date e ai vari passaggi dell’intero processo. Anzitutto, precisiamo che i dati dei trial sono enormemente più precisi di quelli derivanti dal mondo reale, perché sono verificati tramite un gruppo di controllo composto da persone che hanno preso un placebo: è dal confronto tra chi assume il placebo e chi, invece, il vaccino che si possono stabilire e studiare i dati reali. Fermando il trial, è pressoché impossibile verificare la (eventuale) efficacia a medio e lungo termine. Esattamente ciò che è accaduto, e che è stato denunciato con forza, e sin dalla primavera del 2022, da Peter Doshi, docente di Servizi sanitari farmaceutici presso l’Università del Maryland, uno dei massimi esperti mondiali di trial clinici, anche durante una puntata di Report andata in onda qualche tempo fa (Continua a leggere dopo il VIDEO)
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I trial interrotti

“Dopo che il vaccino è stato autorizzato nel dicembre 2021, Pfizer ha cominciato a fare uscire i partecipanti dal trial. A marzo ne rimaneva appena il 7%”, afferma Doshi, che è anche senior editor del prestigiosissimo British Medical Journal. Sulla carta, gli studi di fase III di Pfizer sarebbero dovuti durare sino al 2022. Attenzione alle date, dicevamo: la somministrazione della seconda fase dei trial di Pfizer si conclude nell’autunno del 2020; la prima autorizzazione di emergenza con dati sull’efficacia del vaccino al 95%, ma fino a sei mesi. Ebbene, allorché, nell’agosto del 2021, Fda – poi seguita dall’Ema, il suo omologo per l’Unione europea  – approva ufficialmente il vaccino Pfizer, sono passati dieci mesi dalla fine delle somministrazioni. Ne consegue che: “L’approvazione definitiva, ad agosto, è avvenuta sui dati vecchi di marzo”, denuncia il professor Doshi: prima della variante Delta, e di tutte le altre a seguire, contro le quali era pressoché inutile. Se il vaccino fosse stato veramente efficace non avrebbero avuto alcun senso le inoculazioni successive alla prima: invece, nulla viene detto sulla perdita di efficacia nel tempo, che pur conoscevano in tutta evidenza, per non perdere il business della terza dose. Per dirla in modo più semplice, prima Pfizer ha incassato l’approvazione e, solo in seguito, ha pubblicato i dati che sollecitano la necessità del richiamo. Frattanto, il Chief financial officer ovvero il direttore finanziario di Pfizer, Frank D’Amelio, vantava di aver compiuto l’impresa della produzione del vaccino in tempi record, “contribuendo ad alleviare la più grande crisi sanitaria globale a memoria d’uomo”, affermò in un contributo su mckinsey.com, risalente proprio a quel periodo. Almeno da aprile 2021, a Pfizer era noto il repentino calo dell’efficacia dei propri “vaccini”, ma evitò di rendere pubblici quei dati. Anzi, rilasciava commenti trionfalistici sull’efficacia, come abbiamo letto. (Continua a leggere dopo la foto)
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pfizer non testato vaccini

“Per loro è un business”

“Per loro è un business. Quello che non capisco è perché le agenzie regolatorie glielo lascino fare”, ancora nelle parole rilasciate da Peter Doshi, sempre a Report. Pfizer nei primi sei mesi del 2021, proprio il periodo preso in esame e ribadiamo solo nei primi sei mesi del 2021, ha incassato oltre 14 miliardi di dollari soltanto dalla vendita dal vaccino, il 70% dei quali è finito in profitti. Un business troppo grande per rinunciarvi, a patto di non avere troppi scrupoli. Evidentemente, quelli di Big Pharma scrupoli non ne hanno.

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