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Paragone mette in riga Parenzo: il faccia a faccia sull’Europa in diretta su La7

Nella giornata di ieri (23 luglio), il senatore Gianluigi Paragone ha lanciato il suo nuovo partito per l’Italexit, “No Europa, per l’Italia”. In serata è stato ospite della trasmissione “In onda” su La7, dove era atteso al varco da Luca Telese e David Parenzo per commentare la nascita di questo nuovo soggetto politico che ha come primo punto programmatico l’uscita dell’Italia dall’Ue. Parenzo si è mostrato subito incalzante, lanciando a Paragone qualche frecciatina, ma il senatore ha saputo metterlo subito in riga. Il primo botta e risposta è partito con questa affermazione del conduttore: “È come fondare il partito monarchico il giorno in cui il re è scappato…”.

La risposta di Paragone è stata diretta, e ha spiegato: “Parenzo, la tua Europa non ha dato risposte. Ci rivedremo a ottobre e capirete in che situazione saremo. La gente si ricoderà di quello che state dicendo in questi giorni, su questa montagna di soldi europei, e loro si chiederanno dove stanno e perché ancora non li avranno visti. Quando la gente andrà a ritirare i soldi al bancomat e lo sportello non darà soldi e si mangerà la tessera. E poi: con i soldi dell’Europa lo Stato pagherà finalmente i debiti della pubblica amministrazione?”.

Parenzo aggiunge: “Ma c’è il reddito di cittadinanza che anche tu hai voluto”. Risponde Paragone: “Ma il reddito di cittadinanza è la linea di emergenza, non è la regola. Non è una risposta politica. Se tu a 45-50 anni col covid perderai il posto di lavoro, non lo recupererai più”. Provoca ancora Parenzo, difendendo l’Ue elencando le presunte misure messe in campo dall’Europa. Paragone: “Questa ricaduta benefica di cui tanto parlate, se ci sarà, ci dirà che avrò avuto torto io, ma questi soldi non li vedremo”.

Conclude Paragone: “Parenzo è un eurofanatico e io un eurocritico, per questo non andremo mai d’accordo. David, farete i conti con un sentimento popolare crescente di scontro con l’Europa, perché questa Europa, questi soldi, li sta dando ai soliti giri, non ai cittadini o alle piccole imprese. In Europa gli Stati fanno dumping fiscale contro gli altri Stati membri, tra cui l’Italia. Fatevene una ragione, la mia sfida è molto semplice: riparliamone a ottobre, a novembre. Quando capirete che i soldi dell’Europa serviranno a salvare le banche. E non i cittadini”.

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