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Nella giungla della telefonia. Le truffe dei call center per convincere a cambiare gestore

Pubblicato il 07/10/2020 12:22

Può succedere di ricevere una telefonata da un finto operatore che cercherà di convincere a cambiare gestore dicendo -falsamente- che sta per aumentare la tariffa della bolletta a causa di non meglio precisate “ragioni amministrative”. “Molti ci cadono subito, con altri bisogna insistere e spingersi fino a minacciare un ‘cambio gestore forzato’ se non si accetta di modificare il proprio piano telefonico”, racconta il corriere.it.

Per rendere la cosa ancora più credibile, il finto operatore avverte che “l’utente sarà richiamato da un consulente della Federconsumatori o dell’Unione Nazionale Consumatori o della stessa autorità di settore (Agcom e Arera), per illustrare le tariffe più convenienti di altre compagnie telefoniche. Spesso questo passaggio si salta del tutto e lo stesso operatore truffatore finge fin da subito di essere consulente della Federconsumatori o dell’Agcom. Ovviamente il contratto proposto “ha costi maggiori rispetto a quello che si invita ad abbandonare”.

Una vera e propria trappola studiata ad hoc dal truffatore che ha l’obiettivo di “carpire i dati personali degli utenti e indurli a modificare la compagnia con cui hanno stipulato il contratto per la linea telefonica fissa”. Solitamente mettono in piedi queste truffe “i call center plurimandatari”, ovvero quelli che offrono un servizio per più compagnie telefoniche.

Il mondo della telefonia non è l’unico ad essere soggetto a questo genere di truffe. Anche con i contratti stipulati per le forniture di energia di luce e gas bisogna tenere gli occhi ben aperti ed essere vigilanti. Federconsumatori mette in allarme e spiega: “Nei soli primi 7 mesi del 2020 all’associazione sono arrivate un numero di segnalazioni impressionante. Finora, sono stati segnalati 47.260 tentativi di truffa nella telefonia, con 1.602 pratiche avviate. Per l’energia, invece, le segnalazioni ricevute sono 22.120, con 1.088 pratiche avviate. La somma di queste pratiche incide per il 28% delle azioni intraprese dalla Federconsumatori”.

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