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“Io ministro minacciato da un uomo di Speranza”. Rivelazione choc ai pm: cosa succedeva in piena pandemia

Pubblicato il 17/03/2023 09:14 - Aggiornato il 18/03/2023 10:11

A leggere con attenzione quanto sta emergendo, finalmente, in questi mesi sulla gestione della pandemia, il rischio è di non sapere più se piangere o ridere. Perché dai documenti in possesso dei pm, quello che sembra venire a galla è un clima a metà tra le macchinazioni di un film giallo e le battutacce pecorecce di un cinepanettone. L’ex viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri ha raccontato, per esempio, di essere tornato da un viaggio a Wuhan e di essersi precipitato dal presidente dell’Istituto Spallanzani Giuseppe Ippolito per metterlo in guardia dell’imminente pericolo. Risposta? “Coloriti gesti scaramantici”. Un passaggio che solleva indubbiamente sorrisi amari, considerando che lo stesso Ippolito sarebbe poi diventato uno dei principali referenti del Cts. Altre rivelazioni di Sileri, invece, si sono rivelate molto più inquietanti. (Continua a leggere dopo la foto)
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Come riportato da La Verità, Sileri avrebbe infatti anche ammesso agli inquirenti di un colloquio con il Capo di Gabinetto di Roberto Speranza, Goffredo Zaccardi, che gli avrebbe detto il 6 marzo 2020: “Stai tranquillo, altrimenti useremo contro di voi dei documenti che abbiamo nel cassetto”. Quel “voi” sarebbe stato riferito a Sileri e al capo del suo ufficio, Francesco Friolo. (Continua a leggere dopo la foto)
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“Gli abbiamo risposto che non accettavamo questo tipo di minacce – sarebbe stata la ricostruzione di Sileri secondo La Verità – e che avrebbe dovuto chiarire. Scoprirò soltanto dopo, per quanto riguarda Friolo, che si trattava di presunte accuse di mobbing a una collaboratrice”. Sileri ha inoltre raccontato di alcuni “direttori generali e vice direttori di Gabinetto che non erano autorizzati a condividere informazioni con me e con il mio ufficio”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Sileri avrebbe anche raccontato di intrusi che si introducevano nel suo ufficio senza autorizzazione e di un’esclusione sistematica dalle riunioni per affrontare il tema del vaccino, alle quali non veniva mai invitato. Un vero e proprio sabotaggio, accompagnato dall’improvvisazione più totale: “Mancava in modo assoluto la programmazione e i rappresentanti andavano aumentando giorno dopo giorno. Oltre a ciò, i verbali sulle sedute della task force sono sicuramente parziali”.

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