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Meloni, polemica per il caso dello spot del rugby. Ma la sinistra viene sbugiardata da uno dei suoi (VIDEO)

Pubblicato il 11/03/2024 20:24 - Aggiornato il 11/03/2024 20:26

Chi non ricorda il presidente Pertini gioire come un bambino, di fianco al compassato Re di Spagna, al terzo goal dell’Italia nella finale dei mondiali del 1982? Oppure, dopo un’altra vittoria mondiale, nel 2006, come dimenticare le imbarazzanti scene dei calciatori mezzi nudi che ricevevano i complimenti di Giovanna Melandri, all’epoca ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, accompagnata dal presidente Napolitano? Ebbene, anche se il rugby non è seguito come il calcio, battere la temibilissima Scozia nel torneo delle Sei Nazioni equivale a un grande successo, però la presidente del Consiglio non può gioire, esultare o festeggiare. La presenza di Giorgia Meloni – e del ministro Lollobrigida –negli spogliatoi dello stadio Olimpico è divenuta un caso politico. Addirittura, Verdi e Sinistra italiana hanno parlato di “Ritorno agli anni Trenta”; di “Sport e propaganda”. Nello specifico, l’accusa è risibile, ed è quella di aver violato il silenzio elettorale dettato dalla competizione in Abruzzo. E allora, lasciamo decidere il lettore se sia così o meno e citiamo alla lettera le sue dichiarazioni. (Continua a leggere dopo la foto)
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Le parole di Giorgia Meloni

A noi tali dichiarazioni non paiono uno “spot” elettorale, come è stato definito: “Per chi tifa l’Italia, sia come nazione che come nazionale di rugby è un’emozione particolare e sono molto contenta di quello che ho provato in questa giornata. Voglio veramente ringraziare questa squadra straordinaria che ha combattuto fino all’ultimo regalandoci tanto cardiopalma, ma anche tanto, tanto entusiasmo”, parlando ai microfoni di No Limits, sulle frequenze di Radio Roma Sound fm 90. E ancora: Questa è l’Italia che vogliamo vedere: tenace, che non molla di un centimetro. Il nostro Paese dipende dall’entusiasmo di gente come voi”. Ci sembrano frasi scontate, forse anche un po’ banali. Si dissocia dalle interpretazioni più malevoli anche Marzio Innocenti, il presidente della Federazione italiana Rugby, che peraltro, intervistato da la Repubblica, precisa d’essere uomo di sinistra. “Li ho invitati io” a scendere negli spogliatoi, dice, “E sono felice di averlo fatto: si sono comportati da sportivi. Da rugbisti”. (Continua a leggere dopo la foto)
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“Da uomo di sinistra penso…”

Inoltre: “Meloni e Lollobrigida sono da sempre due appassionati di rugby: mi hanno raccontato che nel Duemila, al termine della nostra partita d’esordio nel Sei Nazioni erano entrati in campo per festeggiare”. Caso chiuso? Per Marzio Innocenti sì: “Da uomo di sinistra, penso che se per qualcuno questi sono i modi per contrastare la destra, siamo sulla strada sbagliata”. Una riflessione, quest’ultima, di cui forse le opposizioni dovrebbero fare tesoro.

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