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Sotto processo per il No alle mascherine e al Green pass, cosa sta succedendo a Ezio e Flavia

Pubblicato il 10/10/2023 16:37
Laura Tondini Ezio Casagranda

Siamo nel 2023, il Covid è ormai un lontanissimo, brutto ricordo. Eppure le follie legate alla pandemia continuano imperterrite il loro corso, continuano a mietere vittime in termini etici, morali, giudiziari. È il caso di Laura Tondini del movimento Uniamoci e di Ezio Casagranda del sindacato Cub, finiti sotto processo e condannati per aver detto “No” alla vaccinazione obbligatoria, al Green pass, alla scuola a distanza (la DAD), ai divieti di assembramento. E un no secco al ricatto “diritto a lavorare in cambio dell’iniezione”. Lo hanno fatto per due anni, scendendo nelle strade del Trentino contro le misure anti-Covid insieme alle tante donne e ai tanti uomini del loro movimento. Ora la battaglia, però, è diventata giudiziaria. L’accusa? Non aver fatto rispettare, durante le marce cittadine, le regole anti virus, le stesse per cui loro stavano manifestando. (Continua a leggere dopo la foto)
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In sostanza, durante le proteste, Laura Tondini e Ezio Casagranda avrebbero dovuto invitare i partecipanti ai cortei a tenere il cosiddetto distanziamento sanitario e ad indossare le mascherine. E così, come riporta ByoBlu, sono scattati tre decreti penali di condanna per altrettante manifestazioni di critica all’impianto di norme sanitarie, rivelatesi inutili e in alcuni casi dannose. “Il decreto penale di condanna è un procedimento speciale il cui scopo è quello di saltare sia l’udienza preliminare sia il dibattimento. Viene disposto su richiesta del pubblico ministero quando questi ritenga che possa essere applicata solo una pena pecuniaria”. In sostanza è una condanna anticipata, a cui il cittadino può opporsi entro 15 giorni dalla notifica. Che cosa faranno ora i due? Lo hanno annunciato loro stessi. (Continua a leggere dopo la foto)
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Laura Tondini e Ezio Casagranda: “Fino alla Cassazione”

Il primo confronto giudiziario è previsto per il 25 ottobre. Laura Tondini ed Ezio Casagranda hanno fatto sapere che la battaglia non si ferma qui e che porteranno il caso fino alla Corte di Cassazione. Perché siamo un Paese democratico e libero, malgrado i governi di Conte e Draghi abbiano fatto di tutto per sospendere sia la democrazia che la libertà. Inutile dire che i due hanno la nostra solidarietà in una battaglia che non è solo loro ma di chiunque abbia a cuore il diritto di parola, di protesta, di marciare.

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