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La Merkel spinge l’Europa sempre più vicina alla Cina

Mentre l’Europa si prepara ad affrontare tensioni in sequenza, con il Recovery Fund annunciato dalla Commissione Ue già bocciato dall’Olanda e gli altri falchi del Nord e che sarà quindi oggetto ora di bracci di ferro e compromessi, Angela Merkel si prepara a vivere un momento particolarmente delicato, quello che vedrà la Germania assumere la presidenza di turno dell’Unione. Un semestre che sarà indubbiamente segnato ancora dalle conseguenze della pandemia di Covid-19, e che per la cancelliera servirà come test, ennesima conferma di una leadership che nei fatti non è mai stata in discussione.

La Merkel spinge l'Europa sempre più vicina alla Cina

Che la Germania sia il motore unico dell’Europa non lo scopriamo certo oggi, anzi. Nessuno più dei tedeschi ha potuto beneficiare della nascita e del rafforzamento graduale dell’Unione, cementificando la propria economia con qualche strappo alle regole all’interno dei propri confini e tanto rigore, invece, al momento di guardare in casa altrui. A preoccupare la Merkel non sono quindi tanto possibili sfidanti interni al Vecchio Continente (men che meno il pimpante Macron di queste settimane) quando piuttosto uno scenario mondiale che vede crescere le tensioni tra Usa, Cina e Russia. Interrogata in merito dalla leader dei Verdi Ska Keller, la cancelliera ha chiarito di vedere tutte e tre le potenze sullo stesso, identico piano.

La Merkel spinge l'Europa sempre più vicina alla Cina

Il fronte più caldo è quello a stelle e strisce: la presidenza Trump non vede affatto di buon occhio la Germania, troppo accondiscendente con le trame russe. Lo ha detto chiaro e tondo in un’intervista al quotidiano Handelsblatt l’ambasciatore americano in terra tedesca Richard Grenell, che ha ammonito Berlino dal continuare a “nutrire Mosca”. Aggiungete a questo mix le parole della Merkel, che ha sottolineato in questi giorni l’importanza di intrecciare relazioni fruttuose con la Cina, ed ecco che il cocktail potenzialmente esplosivo è servito.

La Merkel spinge l'Europa sempre più vicina alla Cina

Dovessero incrinarsi ulteriormente i rapporti tra Germania e Italia, il rischio è innanzitutto che un’eventuale ritorsione di Trump sotto il profilo commerciale potrebbe ritorcersi innanzitutto contro l’Italia, che ha un’economia diversa da quella tedesca e potrebbe trovarsi a pagare per colpe non proprie. Pensare all’idea di finanziare una parte del tesoro del Recovery Fund con una web tax che colpirebbe innanzitutto i giganti della rete americani. Mossa che, se confermata, scatenerebbe sicuramente reazioni dalla Casa Bianca. Con il nostro Paese, nel mezzo, a rischiare di vedersi presentare ancora una volta un conto molto salato.

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