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I dati dei morti Covid sono falsati. La clamorosa ammissione di Aifa

Pubblicato il 29/08/2022 21:10 - Aggiornato il 29/08/2022 21:16

Come si suol dire, meglio tardi che mai. Alla fine ci stanno arrivando tutti ad ammettere quello che i “complottisti” sostenevano da tempo: i dati dei bollettini Covid sono falsati. Da qualche giorno i virologi chiedono un “riconteggio” dei morti di Covid. Ed ora anche il direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini, lancia il cuore oltre l’ostacolo ammettendo che qualcosa non torna nel bollettino di decessi giornalieri dovuti al coronavirus.
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Dunque, come mai la curva dei decessi non scende così rapidamente come quella dei contagi? “Per rispondere – dice Magrini a la Repubblica – bisognerebbe capire qual è la ragione del decesso. Un numero importante di morti attribuiti al Covid non ha in realtà Sars-Cov2 come causa principale“. Un’ammissione che ha del clamoroso se teniamo conto di chi l’ha detta. Dunque fino ad ora abbiamo vessato 60 milioni di persone utilizzando misure restrittive, mascherine, lockdown e Green Pass basandoci sull’assunto che “non si possono accettare così tanti morti”, per poi scoprire che quegli stessi numeri utilizzati come grimaldello per scardinare libertà e democrazia vengono dati completamente a casaccio? Sembra proprio che sia così.
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Magrini ha poi spiegato candidamente che «È cambiato molto rispetto al 2020 quando le polmoniti erano la causa principale dei decessi – assicura Magrini – ora non lo sono più. Se una persona muore di ictus o un tumore, ma incidentalmente è positivo, non è l’infezione virale la ragione del suo decesso. Su questo servirebbero più informazioni, ma non ha senso ora aprire polemiche: ho verificato i dati di un paio di regioni e nell’ultima settimana, fra le morti di persone positive in ospedale, non c’è neanche una polmonite da Covid nella diagnosi principale. Ci sono invece pazienti in cui l’infezione figura come complicanza nelle diagnosi secondarie». Serve aggiungere altro?

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