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“Dobbiamo essere pronti”. Israele, la paura degli Stati Uniti: ecco la nuova minaccia. Gli ultimi sviluppi sulla guerra

Pubblicato il 16/10/2023 09:02 - Aggiornato il 16/10/2023 10:44
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Di giorno in giorno si inasprisce il conflitto tra Israele e Palestina. Il numero dei morti e dei feriti sale vertiginosamente, mentre la guerra rischia di allargarsi a dismisura. Già, perché se gli Stati Uniti si sono schierati fin dal primo momento con Tel Aviv, ora è l’Iran a rappresentare la minaccia più seria. Per questo gli Usa hanno inviato una seconda portaerei e raddoppiato i caccia fino a un centinaio nella regione. “Non è una provocazione, è un deterrente: nessuno faccia nulla che espanda questo conflitto o che aumenti l’aggressione a Israele da alcuna direzione”, ha detto il segretario di Stato Antony Blinken. La risposta dell’Iran non si è fatta attendere: “Dovremo intervenire” se l’operazione di Israele a Gaza continua. (Continua a leggere dopo la foto)
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Gli avvertimenti reciproci continuano poi per tutto l’arco della giornata. Il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir Abdollahian, che ha visto il leader politico di Hamas in Qatar e il leader di Hezbollah in Libano, ha detto ad Al Jazeera: “Se l’entità sionista decide di entrare a Gaza, i leader della resistenza trasformeranno le forze di occupazione in un camposanto” e gli Stati Uniti subiranno “danni significativi”. Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale Usa, alla Cbs ha replicato: “La minaccia è reale. C’è il rischio di escalation di questo conflitto, dell’apertura di un secondo fronte nel nord e ovviamente del coinvolgimento dell’Iran. Dobbiamo prepararci a ogni evenienza”. Intanto la Marina israeliana ha affondato una nave di Hamas, mentre 600mila palestinesi hanno lasciato il nord di Gaza. (Continua a leggere dopo la foto)
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Guerra Israele-Hams, il ruolo di Usa e Iran

Non solo Usa e Iran, perché poi è la Cina a entrare in gioco. Blinken aveva telefonato al suo omologo Wang Yi, chiedendo di usare l’influenza di Pechino per la de-escalation, ma la risposta non è stata quella sperata. Intanto, la priorità resta quella di creare corridoi umanitari per Gaza (oltre che l’uscita di palestinesi con doppia cittadinanza), nella speranza che ciò contribuisca alla de-escalation. Gli Usa assicurano inoltre che l’acqua sarebbe tornata in parte della Striscia e – come riporta il Corriere – ha nominato David Satterfield inviato per gli aiuti umanitari a Gaza. Un alto funzionario dell’intelligence delle Guardie della rivoluzione dell’Iran, invece, Mohammad Akiki, ha subito un agguato ed è in condizioni critiche. L’operazione è stata addebitata, secondo alcune fonti, ai servizi segreti israeliani.

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