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Identità digitale, ecco perché il governo vuole eliminarla. Cosa cambia per cittadini e imprese

Pubblicato il 20/12/2022 08:43 - Aggiornato il 23/01/2023 07:54

Nelle ultime ore è scoppiato il caso Spid. Mentre il governo è alle prese con la complicatissima situazione manovra (trovandosi costretto a molte marce indietro rispetto agli annunci fatti in queste settimane: il caso Pos su tutti) perché si sta parlando così tanto di Spid? Perché il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, Alessio Butti, ha dichiarato l’intenzione di “spegnere gradualmente Spid che raccoglie una serie di identità digitali e facilitare l’azione di imprese e cittadini con la Pubblica amministrazione. D’accordo tutti dobbiamo cominciare a spegnere lo Spid e avere la carta d’identità elettronica come unica identità digitale”. Cosa vuol dire? E cosa può significare, a livello pratico, per i 33 milioni di italiani che già hanno lo Spid con il quale finora hanno effettuato l’accesso ai servizi online delle Pubbliche amministrazioni (per effettuare pagamenti, iscrizioni o accedere a bonus)? È utile ricordare un’altra cosa: da qualche anno in Italia si è passati – molto lentamente – dalle vecchie carte d’identità cartacee a quelle elettroniche (Cie): si presentano come carte di pagamento e hanno due microchip contenenti i dati personali del titolare e le informazioni per autenticarsi online. Per accedere al sito dell’Inps o a quello dell’Agenzia delle entrate, per esempio, si può usare sia lo Spid sia la Cie, con la seconda che può fornire un livello di sicurezza in più. Cosa vuole fare ora il governo? E perché intende eliminare lo Spid? (Continua a leggere dopo la foto)

Secondo le forze di maggioranza, lo Spid sarebbe difficile da usare, soprattutto per le persone anziane, sia per l’acquisizione che per l’uso nei rapporti con la Pubbica amministrazione. Si dovrebbe lasciare spazio alla carta di identità elettronica come unico mezzo di interazione. L’intenzione è dunque quella di chiudere Spid e rendere la Cie l’unico strumento per autenticarsi sia online sia offline. Quando Butti dice “spegnere”, intende che i 33 milioni di identità digitali già attive spariranno? Oppure che confluiranno nel progetto Cie, gestito da ministero dell’Interno e Comuni? Se l’ipotesi è la seconda, ci si domanda come? Spid, infatti, viene erogata dai cosiddetti Identity provider (Poste, usato nella quasi totalità dei casi, ma anche Aruba, Tim, Intesa e altri…). Come avverrebbe la migrazione? E verso quale destinazione? Spiega il Corriere: “Non esiste un gestore pubblico deputato a occuparsene, al momento”. Tutto questo è forse legato anche al discorso “livello di sicurezza” richiesto da Bruxelles per l’identità digitale europea che dovrebbe vedere la luce nel 2025? (Continua a leggere dopo la foto)

Butti ha poi scritto in una lettera indirizzata proprio al direttore del Corriere Luciano Fontana per dire che l’intenzione non è quella “eliminare l’identità digitale, ma averne solamente una, nazionale e gestita dallo Stato (proprio come quella che gli italiani portano nel loro portafogli dal 1931)”. Prosegue: “Stiamo lavorando, sulla base di questa idea, sondando le necessità di tutti gli stakeholder coinvolti. I primi esiti dei nostri colloqui sono incoraggianti e li puntualizzeremo nei prossimi mesi con estrema trasparenza”. (Continua a leggere dopo la foto)

Il piano del governo è dunque quello, innanzitutto, di lavorare per assicurare il rilascio della Cie da remoto, a costo 0 e in 24 ore, e per garantirne la sua usabilità, attraverso soluzioni semplici almeno quanto lo Spid. Nei prossimi mesi occorrerà coinvolgere i fornitori di identità digitale. Un’idea potrebbe essere chiedere loro un supporto alla migrazione a Cie, favorendo una transizione negoziata tra i due sistemi. Sia Spid che Cie sono ‘identità digitali Eidas’, notificate a Bruxelles. Dice Butti: “La migrazione andrà pertanto gestita a livello europeo, spiegandone il senso e, soprattutto, notificando tempestivamente eventuali variazioni tecnologiche necessarie a rendere la Cie più usabile”.

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