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“Giustiziato dall’Ordine dei Medici”. Salvò centinaia di vite ma si prese la sospensione. Ora hanno finito il lavoro

Pubblicato il 10/08/2022 16:42

Alla fine, nonostante tutto, l’Ordine dei Medici di Bologna ha disposto la radiazione ufficiale dall’albo di Fabio Milani, medico di famiglia da tempo schierato contro l’obbligo vaccinale. Il dottore era sospeso dall’Ausl perché aveva scelto di non vaccinarsi a sua volta. Ora gli è stato notificato un provvedimento che lo accusa di aver violato il codice deontologico. Sebbene si tratti della misura disciplinare più “estrema” che l’Ordine dei Medici può emettere, Milani potrà comunque opporsi, avendo a disposizione tre gradi di giudizio.
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Proprio un anno fa venne organizzata una manifestazione a Giardini Margherita proprio per sostenere Fabio Milani e, in generale, tutti i medici sospesi perché non vaccinati. Milani tenne un discorso parlando di “psicopandemia” e invitando i genitori a non far vaccinare i bambini. Parole, in quell’occasione e in quelle successive, che non sono andate giù all’Ordine dei Medici, che ha deciso di radiare il dottore, impedendogli di svolgere la propria professione in maniera definitiva. Eppure sono centinaia e centinaia di testimonianze che rammentano come Milani si sia accollato oltre i suoi 1.500 assistiti, da medico di base, anche coloro che abbandonati dai propri dottori sono rimasti senza assistenza. 
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Come riporta la Repubblica, lo scorso 7 giugno, giorno in cui Fabio Milani è stato ascoltato in merito al procedimento che poi ha portato alla sua radiazione, la sede dell’Ordine dei Medici di Bologna ha riportato una serie di scritte sulle facciate riportanti “È da assassini l’omertà sui danni da vaccini” e “Nazisti”. Nel pomeriggio è poi andata in scena una manifestazione a suo sostegno. Già da tempo Milani era stato sospeso dall’Ausl di competenza perché non si era vaccinato contro il Sars-CoV-2. Proprio in quell’occasione, molti degli ex malati curati dal medico hanno risposto alle telecamere di Affaritaliani.it rammentando come in varie fasi della pandemia si sentissero scaricati dai medici che sbrigativamente rispondevano: “Prendete la tachipirina e restate in attesa”. Milani invece li curò. E lo fece bene.
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Ad Affaritaliani.it, uno dei due avvocati del medico, Nino Moriggia, ha spiegato: “Le motivazioni della sentenza sono completamente infondate da un punto di vista giuridico. Non hanno tenuto il benché minimo conto delle risultanze istruttorie e degli argomenti portati a difesa. I medici devono salvare i pazienti, non eseguire gli ordini del governo. Il processo al dottor Fabio Milani è politico”.

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