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Gas, Italia nelle mani dell’Algeria. Dopo la Russia, Draghi (e Di Maio) falliscono ancora

Pubblicato il 04/07/2022 12:14

Quando l’esecutivo guidato da Mario Draghi e sostenuto da quasi tutte le forze politiche italiane aveva prestato giuramento, autoproclamandosi “governo dei migliori”, nessuno poteva immaginare che i risultati sarebbero stati tanto disastrosi. Col passare dei mesi, invece, figuracce e imbarazzi hanno iniziato a susseguirsi a ritmo ininterrotto. Ultimo in ordine cronologico, il capolavoro del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, impegnato nella disperata ricerca di soluzioni alternative al gas russo.

L’Algeria, nuovo partner dell’Italia per la fornitura di metano in sostituzione a quello della Russia, non appena stretti gli accordi commerciali con il nostro Paese ha subito rilanciato le proprie ambizioni. E, come rivelato da Repubblica, riempito le casse statali: nei primi cinque mesi dell’anno, grazie alla vendita di petrolio e gas naturale, sono entrati 21,5 miliardi di dollari, più 70% rispetto all’anno scorso. Una crescita che ha spinto Toufik Hakkar, amministratore delegato di Sonatrach (società di Stato algerina) ad annunciare: “La compagnia rivedrà i prezzi del gas nei confronti di tutti i partner”.

Neanche il tempo di trovare un nuovo partner e lanciarsi in trionfali proclami di indipendenza dalla Russia, insomma, che l’Italia rischia di veder ritoccato al rialzo l’accordo con l’Algeria per la fornitura di gas. L’ennesima beffa pronta a materializzarsi. E d’altronde che gli italiani ormai siano totalmente sfiduciati lo conferma un recente sondaggio realizzato da Dire-Tecnè e pubblicato da Libero Quotidiano: la bocciatura, per Draghi e la sua squadra, è netta.

Secondo la rilevazione, il 49,5% degli intervistati ha espresso un giudizio negativo sul governo dell’ex banchiere, contro il 46% (-0,2%) di chi invece ha promosso il governo. In pratica, quasi un italiano su 2 ha bocciato l’operato di Palazzo Chigi. Con giudizi in crescita, nel dettaglio, sull’operato del premier, a conferma della rassegnazione dei cittadini, sempre più convinti delle tante difficoltà che li aspettano nei prossimi mesi.

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