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“Una cassetta porno”: caso Orlandi, nuove inquietanti rivelazioni. Il mistero della registrazione

Pubblicato il 12/05/2023 09:16 - Aggiornato il 17/05/2023 11:35

Un caso che continua a far discutere e che ancora oggi, nonostante i tanti anni trascorsi, cattura puntualmente l’attenzione degli italiani. Il giallo per eccellenza, quello della scomparsa della giovane Emanuela Orlandi la cui sorte è ancora oggi un mistero, dai contorni foschi a causa delle tantissime ipotesi di depistaggio che si sono susseguite. Oggi il Vaticano ha deciso di aprire un’altra inchiesta sull’accaduto, facendo tornare subito d’attualità la vicenda. Con la trasmissione Chi l’ha Visto che ha raccolto nuovi e vecchi dettagli e ipotesi, mostrandoli al pubblico. Tra questi, la cassetta lasciata all’Ansa nel luglio del 1983, per la precisione un’audiocassetta che secondo alcune ricostruzioni avrebbe potuto svolgere un ruolo chiave nelle indagini. (Continua a leggere dopo la foto)
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emanuela orlandi cassetta porno

Come spiegato da Dagospia, l’audiocassetta è in realtà la seconda che fu lasciata alla famiglia della giovane, la prima pare sarebbe stata abbandonata e prelevata da membri del Vaticano: “Il condizionale in questi casi è d’obbligo, perché questa prima cassetta non è mai stata trovata. Tanto più che secondo gli inquirenti la seconda cassetta, ricevuta nella sede Ansa di Roma, conteneva solo spezzoni di film porno, mentre la famiglia è convinta che in alcuni punti la voce potrebbe essere quella di Emanuela Orlandi”. (Continua a leggere dopo la foto)
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La cassetta era stata ascoltata, come ricostruito dal giornalista Francesco Paolo Del Re, anche dalla pornostar e oggi produttrice Jessica Rizzo. Che però aveva precisando, mostrandosi molto turbata dopo aver ascoltato l’audio: “A me non sembrano tanto grida di piacere. O è un film sadomaso… Io ho fatto 250 film, ma c’erano più grida di piacere, poi mentre si gioca, ci si diverte, scappano anche delle parole, a volte spinte. Qui avverto qualcosa di lugubre, non di eccitante”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Sul caso si è espresso anche il critico cinematografico Marco Giusti, secondo il quale “il sonoro di un film porno dell’83 dovrebbe essere più chiaro, ed esclude si tratti di un horror”. Piero Orlandi, a tal proposito, ha ricordato a Chi l’ha Visto che secondo gli analisti del Sismi la seconda cassetta sarebbe autentica e ci sarebbe un’altissima probabilità che la voce sia di Emanuela Orlandi. Un mistero nel mistero, quello dell’audiocassetta, al quale nessuno è ancora riuscito a dare una risposta certa.

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