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È un esecutivo in totale confusione ma dà la colpa a noi della pandemia

di Gianluigi Paragone.

Blame the victim è un processo per cui una persona arriva a sentirsi colpevole, una specie di autocolpevolizzazione. Negli ultimi anni questo meccanismo si è spinto a un livello tale per cui una persona si prende tutte le colpe di una crisi, sebbene sia essa stessa la vittima dei veri responsabili. I quali ovviamente si sfilano perché detengono le leve di comunicazione della colpevolizzazione. 

Nella crisi finanziaria, per esempio, le vittime dei banksters sono state colpevolizzate per aver vissuto al di sopra delle loro possibilità, hanno ecceduto nell’indebitamento facendosi ingolosire dai mutui in offerta speciale o dai titoli spazzatura. 

Sui giornali e nei talk era un trionfo di economisti che spiegavano che ora bisognava tirare la cinghia, era arrivato il tempo dell’austerità come giusta espiazione. E l’Europa germanica era il giusto centro di recupero per questa colpa. I cittadini così si convinsero di essere loro i colpevoli, col loro eccesso di spesa, l’eccesso di indebitamento, eccesso di analfabetismo finanziario. Così le colpe delle banche d’affari, delle “indipendenti” agenzie di rating che certificavano tutto con triple A, passarono in cavalleria. 

Con la crisi sanitaria si sta replicando lo stesso meccanismo di colpevolizzazione. Colpa dei cittadini che diffondono il virus, che si ammassano nelle città e nei centri commerciali, che bevono l’aperitivo e che vorrebbero il ritorno dei figli a scuola o addirittura prendere i mezzi pubblici. 

Ma che birbanti questi italiani: “è colpa nostra se la battaglia del virus non è stata ancora vinta” risponde il 43% degli intervistati in un sondaggio pubblicato sul Corriere della Sera. Dopo un accurato lavaggio del cervello mediatico, ci siamo talmente convinti che la colpa sia nostra, che gli irresponsabili siamo noi, che ormai ci puntiamo l’indice vicendevolmente. Santificando gli esperti, i virologi, come fu fatto con gli economisti qualche anno fa.

Insomma è colpa delle persone che non si sono imposte l’auto-lockdown. Il governo fa quel che può, ci mette delle pezze colorate, ogni tanto dà la possibilità di uscire ma solo per vedere l’effetto che fa. E poterci poi dire: è stata tua la colpa, adesso che vuoi.

“Lasciate la salute fuori dalla battaglia politica”, ha detto ieri Speranza.

Una retorica falsa, stucchevole e ipocrita. Sarebbero loro i buoni della storia? Per carità… Ministro Speranza, lasciate la salute fuori dal business! Il business delle mascherine: quelle marchiate Fca o importate massicciamente dalla Cina sono l’emblema della vostra sudditanza rispetto al potere.

Ministro, lasciate la salute fuori dalla ingordigia delle multinazionali: non è possibile che le multinazionali del Farmaco scrivano i contratti, dei quali non si può sapere nulla nel dettaglio della negoziazione. I governi pagano e buonanotte al secchio. E in caso di danno da vaccino Big Pharma è immunizzata da responsabilità perché sicuramente gli avranno regalato pure questa manleva. Il diritto alla Salute non passa dal diritto di Big Pharma di ingrossare fatturati e profitti coi nostri soldi.

E infine, ministro Speranza, non lasciate la Salute alla incapacità e alla arroganza di Arcuri: basta, basta, basta!!!! Che penoso teatrino vedere questo Arcuri minacciare querele, tappare la bocca ai giornalisti con la schiena dritta che vogliono sapere dello scandalo circa il traffico delle mascherine dalla Cina, dei costi gonfiati e di strane società di mediazione. Ancora una volta saranno i giudici a dirci chi s’è fatto la magnata, perchè qui c’è puzza di gran magnata!

Il governo non sta onorando il diritto costituzionale alla salute degli italiani, anzi li sta infilando dentro il Blame the Victim. E così se qualche ristoratore o qualche negoziante vuole resistere all’inesorabile fallimento d’impresa, al buio della disperazione di ritrovarsi sommerso di debiti per colpe non sue, ecco che quel ristoratore deve sfidare le regole, i dpcm e la campagna mediatica dei tg di palazzo.

Un anno di incapacità governativa si riassume con la faccia di Arcuri, le mascherine di Elkainn o dei cinesi e le siringhe del prossimo che si farà i soldi grazie al Palazzo. 

Più che emergenza, siamo alle grandi occasioni.

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