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Draghi vuole il Quirinale. Il piano del premier per diventare presidente della Repubblica

Una partita iniziata da tempo e che si prepara, piuttosto, a entrare nel vivo, quella per la successione di Sergio Mattarella nel ruolo di Presidente della Repubblica. Con i big dei vari partiti che hanno già fatto i primi nomi, e con una figura, ingombrante più che mai, che continua ad aleggiare su qualsiasi aspirante al Colle vero o presunto: l’attuale presidente del Consiglio Mario Draghi. Da Renzi al Pd, in tanti lo hanno già indicato in passato come perfetto inquilino per il Quirinale. Un’ipotesi che, a quanto pare, non sembra dispiacere affatto al diretto interessato.

Stando a quanto rivelato da Marco Antonellis sulle pagine di Tpi, infatti, Draghi sarebbe ben felice di un ulteriore salto in avanti, che lo proietterebbe nei panni di Capo dello Stato. Tanto da non farne ormai più mistero con i suoi più streti collaboratori. Difficile, d’altronde, immaginare che l’ex presidente della Bce non avesse qualche mira più alta al momento di accettare l’incarico di presidente del Consiglio di una legislatura già agli sgoccioli e con due governi già alle spalle.

Probabile, insomma, che il volo verso il Colle sia già parte degli accordi che hanno portato Draghi a Palazzo Chigi, sulla falsariga dello stesso percorso che vide Carlo Azeglio Ciampi, che dell’attuale premier è stato maestro, compiere la metamorfosi da premier a Presidente della Repubblica. E se poi, alla fine, qualcosa dovesse incepparsi in questo meccanismo apparentemente perfetto? In quel caso, scrive Antonellis, “lui sarebbe prontissimo a tornare sui suoi passi e lasciare anche l’incarico della Presidenza del Consiglio”.

Draghi, insomma, non resterà a disposizione dei partiti fino al 2023. Salirà al Colle oppure, una volta raggiunti gli obiettivi fissati dal suo governo, farà in anticipo un passo indietro, aprendo così le porte alle elezioni. Da Salvini a Renzi passando per il Pd e il Movimento Cinque Stelle, tutti sono avvisati.

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