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Draghi prepara il ritorno della zona gialla: ecco come cambia l’Italia

Il green pass, che il governo vuole rendere necessario per avere accesso a una vita normale. La proroga dello stato d’emergenza, forse addirittura fino alla fine dell’anno. Ma soprattutto un braccio di ferro ancora da vincere con le Regioni. Il nuovo decreto Covid, che enterà in vigore probabilmente già da lunedì 26 luglio, balla ancora sllo scontro tra i governatori e l’esecutivo Draghi sui parametri che regoleranno il passaggio da un colore all’altro, con il ritorno di una parte dell’Italia in zona gialla che, considerando il clima creato dagli esponenti della maggioranza, sembra sempre più vicino.

Draghi prepara il ritorno della zona gialla: ecco come cambia l'Italia

Le Regioni continuano a restare barricate sulle proprie posizioni, soprattutto quelle più piccole che rischiano di pagare la presenza di meno ospedali sul territorio. Considerano troppo restrittivi i criteri promossi dal governo e chiedono di portare il limite massimo di occupazione dei posti letto per restare in zona bianca al 20% per le terapie intensive e al 30% per i reparti ordinari. Le distanze, però, restano, con lo stesso premier Mario Draghi che continua a sembrare piuttosto scettico e considera le proposte troppo distanti dalle indicazioni, rigorose, del Cts, spalleggiato in questo dal Partito Democratico.

I contatti tra le due parti sono frequenti, la fumata bianca è però ancora un miraggio. Draghi, nel frattempo, ha organizzato una conferenza stampa che andrà in scena nelle prossime ore per anticipare il contenuto del testo, una volta trovata la quadra, e per lanciare un nuovo appello agli italiani, invitando tutti a vaccinarsi. Anche perché l’introduzione del green pass come passaggio fondamentale per avere accesso a una serie di servizi è ormai imminente, nonostante le proteste degli italiani e delle opposizioni.

L’ipotesi più concreta, al momento, è il green pass “con doppia dose”: in caso di una sola somministrazione ricevuta, servirà il referto di un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti. Il certificato sarà reso obbligatorio per assistere a eventi sportivi, spettacoli, congressi, così come per entrare nelle discoteche. Per i ristoranti, al momento, potrebbe rimanere garantito l’accesso, che però diventerà condizionato al certificato, per i tavoli al chiuso, qualora ci si trovi in una Regione gialla. Anche qui, però, una parte dell’esecutivo insiste per rendere le norme ancora più stringenti, con i dem e il ministro Roberto Speranza in prima fila.

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