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“Rigorosamente a porte chiuse”, incontro tra Mario Draghi e i vertici delle più grandi aziende europee

Pubblicato il 09/01/2024 21:46 - Aggiornato il 09/01/2024 21:47

Magari qualcuno ne sentiva la mancanza, così Mario Draghi è tornato al centro delle scene grazie alle speculazioni e alle suggestioni sul suo futuro: c’è chi lo vede futuro presidente della Commissione europea; il Financial Times, invece, lo indica come futuro presidente del Consiglio europeo al posto di Charles Michel; in Italia più d’uno lo vorrebbe prossimo presidente della Repubblica. Ci manca solo che qualcuno lo invochi al soglio di Pietro dopo il regno di papa Francesco. Mario Draghi è un uomo per tutte le stagioni e sottotraccia, ma neppure tanto, pare stia pianificando il proprio futuro, che incidentalmente coincide con il nostro. In realtà un incarico ufficiale, come si ricorderà, SuperMario lo ha già rimediato lo scorso settembre: è stato investito da Ursula von der Lyen per la redazione di un ambizioso quanto oscuro “Rapporto sul futuro della competitività europea”. Proprio per stilare questo fantomatico rapporto, il nostro si appresta a incontrare, domani, le aziende che fanno parte dello European Round Table for Industry. A porte rigorosamente chiuse. (Continua a leggere dopo la foto)
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draghi incontra multinazionali porte chiuse

Cos’è lo European Round Table for Industry

Noto anche con l’acronimo Ert, è un forum intersettoriale e un gruppo di sostegno nell’Unione europea composto da sessanta tra le più grandi multinazionali che operano nel Vecchio Continente. Le piccole e medie imprese, quelle che realmente sostengono l’impalcatura economica europea, non sono invitate: di questa maxi lobby fanno parte solo le mega-corporation, da Vodafone a L’Oreal, passando per Unilever, Shell e Nestlé e, naturalmente, quelle del cartello Big Pharma, Astrazeneca su tutte. Sono questi gli interlocutori scelti da Draghi per redigere il rapporto sulla competitività. Fa notare il sito byoblu come questo attivismo ricalchi un sentiero già delineato dallo stesso Draghi allorché, nel 2020, redasse il documento “Rilancio e ristrutturazione del settore aziendale post-Covid”, all’interno del Gruppo dei 30, che è a sua volta un’organizzazione internazionale di finanzieri e accademici che si occupa di approfondire questioni economiche e finanziarie, fondata nel 1978 dietro impulso della Fondazione Rockefeller. Insomma, l’élite, per dirla con una sola parola. Ebbene, in quel documento si parlava candidamente di “distruzione creativa” di quelle imprese che non sarebbero state in grado di superare il periodo delle restrizioni per il Covid-19. E torniamo, dunque, alle imprese piccole e medie, stremate dalla pandemia, e segnatamente dalle folli misure restrittive e liberticide che hanno compromesso le nostre economie. Missione compiuta, verrebbe da dire. La ristrutturazione dell’economia, per i signori dell’élite, deve essere affidata esclusivamente alle grandi multinazionali. (Continua a leggere dopo la foto)
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Rigorosamente a porte chiuse

L’incontro tra Draghi e lo European Round Table for Industry si svolgerà nella sede milanese della Banca d’Italia, ma è la formula delle “porte chiuse” che desta più di una preoccupazione. Recentemente ci siamo occupati di un altro incontro ad accesso ristrettissimo, quello sul Britannia del 1992, in cui si decise lo smantellamento dell’economia pubblica italiana, in favore delle multinazionali angloamericane, e in cui lo stesso Draghi – all’epoca Direttore generale del Ministero del Tesoro – faceva gli onori di casa. Non è la sede per tornare sulle conseguenze esiziali di quell’incontro. Un altro celeberrimo incontro a porte chiuso è l’annuale riunione del Club Bilderberg, di cui Mario Draghi è un frequentatore abituale, al pari di Frank Heemskerk, politico e uomo d’affari olandese, dal 2019 segretario generale proprio dello European Round Table for Industry. Insomma, possiamo solo speculare in merito a ciò che verrà detto e deciso nell’incontro di Milano. Non resta, ora, che attendere il giugno del 2024, quando è stata posta la scadenza per la presentazione del rapporto. (Continua a leggere dopo la foto)

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Le aziende associate all’Ert

Tra le aziende associate all’Ert, la cui presenza è dunque ipotizzabile, vi sono le francesi L’Oréal, Michelin, Total, Saint Gobain; le tedesche E.on, Basf, Deutsche Telekom, Siemens, Mercedes, Bmw, Merck; la britanniche Bp e Gsk; le multinazionali con più sedi europee come Arcelor Mittal, Shell, Rio Tinto, Unilever, Airbus; le svedesi Ericcson e AstraZeneca; le svizzere Abb e Nestlè. Nella lista delle italiane figurano invece l’Eni, rappresentata dall’amministratore delegato Claudio Descalzi; la Cir, presieduta da Rodolfo De Benedetti, Techint, con il presidente Gianfelice Rocca.

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