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Draghi accelera sul green pass: “Vogliamo lanciarlo già a metà maggio”

L’Italia di Mario Draghi corre più veloce dell’Europa, alla quale d’altronde ha giurato fedeltà assoluta da tempo. Mentre il ministro Roberto Speranza continua con la politica delle restrizioni sempre e comunque, con gli italiani chiusi in casa come unica forma concepibile di contrasto alla pandemia, ecco così l’accelerazione dell’esecutivo sul fronte del green pass, il passaporto sanitario che permetterà di riavvicinarsi a una forma di normalità soltanto dopo aver effettuato le vaccinazioni. E che dalle nostre parti potrebbe fare capolino presto, già a metà maggio.

Come rivelato dal Corriere della Sera, infatti, il presidente Mario Draghi sembra deciso a imprimere una rapida svolta all’adozione del famigerato pass. Nonostante i numeri dei contagi siano in discesa, Palazzo Chigi vuole anticipare i tempi, ufficialmente per battere la concorrenza degli altri Paesi europei che rischiano di diventare, in caso contrario, mete più appetibili per i turisti intenzionati a concedersi qualche settimana di vacanza. Una lettura che, però, lascia francamente più di qualche perplessità.

Perché infatti, viene da chiedersi, Draghi insiste sul pass quando il Regno Unito si è riavvicinato a una maggiore libertà senza dover ricorrere a obblighi vaccinali di alcun tipo? Se Palazzo Chigi sostiene che la misura servirebbe a rilanciare il turismo, come mai lascia ancora in vigore odiose restrizioni come il coprifuoco alle 22, che di certo non incoraggiano a visitare l’Italia in questo periodo dell’anno? Quesiti che probabilmente non avranno mai una risposta certa. Con il pass che, invece, stando alle indiscrezioni del Corriere potrebbe fare capolino già “dalla seconda metà di maggio”.

Pazienza, insomma, se un green pass il nostro Paese ce l’avrebbe già: risponde al nome di Costituzione, viene troppo spesso dimenticata in questi ultimi mesi e sancisce il diritto alla libertà di spostamento. E pazienza anche se i vaccini, che ci vengono presentati come unica soluzione possibile, sono ancora avvolti da una fitta nebbia: gli effetti collaterali e la reale efficacia restano un mistero, i guadagni miliardari delle multinazionali del farmaco invece no. Questa, d’altronde, è l’Europa che Mario Draghi incarna alla perfezione.

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