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“Ecco come e quando si fermerà Putin”. L’indiscrezione choc dell’esperto stravolge tutto

La guerra in Ucraina continua imperterrita. E adesso tutti iniziano a chiedersi: quanto durerà ancora? Come si può farla finire? Marco Di Liddo, responsabile analisti del Ce.S.I. (Centro Studi Internazionali), è stato intervistato da Libero per provare a dare alcune risposte che stanno a cuore agli italiani e non solo. Spiega Di Liddo: “I russi all’inizio della guerra puntavano a destituire Zelensky e hanno fallito, poi volevano conquistare Kharkiv e Odessa e hanno fallito. Ora l’obiettivo a portata di mano è il pieno controllo sugli oblast di Lugansk e Donetsk, sul corridoio di Mariupol e su Kherson. Si tratta del traguardo minimo che i russi si erano prefissati, ma è un premio di consolazione, un contentino. E poi, quanto a costi umani ed economici sostenuti dalla Russia, non possiamo certo parlare di vittoria. Per quanto riguarda l’Ucraina, il Paese ha resistito in modo più che egregio, e dal punto di vista politico e morale è molto unito. Ma, comunque vada, la guerra si risolverà in una vittoria mutilata per ambo le parti: la Russia rispetto alle sue ambizioni, l’Ucraina rispetto alla situazione pre-bellica”. (Continua a leggere dopo la foto)

Continua Di Liddo la sua analisi: “Una volta che i russi conquistano il Donbass e mettono in sicurezza il corridoio di Mariupol, potranno consolidare le acquisizioni territoriali e far apparire questo come una vittoria a quella parte di mondo, dalla Cina all’India ai Paesi africani, che non è Occidente. L’Ucraina invece politicamente ha già vinto: ha fatto sì che la causa della resistenza diventasse un punto primario nell’agenda di Ue e Usa e grazie a questo credito proverà ad accelerare il processo di integrazione nel mondo euro-atlantico. Una Ucraina spaccata in due è la soluzione più verosimile? È uno scenario concreto. Se Putin annette i territori che ha sotto controllo o sponsorizza la creazione di repubbliche autonome sotto tutela militare della Russia, diventa complicato attaccarle, perché Mosca potrebbe usare tutto il suo arsenale di deterrenza, anche nucleare, per proteggerle”. (Continua a leggere dopo la foto)

L’Occidente dovrebbe indurre Kiev a negoziare e accettare la rinuncia a pezzi di territorio? Risponde Di Liddo: “Questo dipende solo dagli ucraini. Sono loro che stanno combattendo. Non possiamo dire loro ‘Rinunciate a pezzi del vostro territorio in cambio della pace’. Semmai, in un futuro negoziato, qualora Kiev fosse costretta ad accettare una decurtazione del proprio territorio, uno dei possibili contrappesi potrebbe essere un processo facilitato di ingresso nell’Ue”. Su fatto che gli Usa hanno bocciato il piano di pace dell’Italia, già respinto dalla Russia, Di Liddo è netto: “Sorprende il fatto che non ci sia stata comunicazione adeguata tra l’ufficio del primo ministro e l’ufficio del ministro degli Esteri. La percezione in Italia e all’estero è che per il piano di pace non ci sia stato un confronto tra Draghi e Di Maio”. Allucinante. Siamo in mano a dilettanti allo sbaraglio. (Continua a leggere dopo la foto)

Sulla possibile fine della guerra Di Liddo è prudente: “Tutto dipende dal punto che i russi decidono di individuare come stop. In questo momento Putin ha il coltello dalla parte del manico, sarà lui a decidere quando fermarsi. Il presidente russo cercherà di raggiungere i suddetti obiettivi minimi ed è disposto a qualsiasi cosa pur di prenderli. Ma la durata della guerra dipenderà anche da noi: se noi decidiamo che l’Ucraina non ci interessa più, Putin potrà farsi ingolosire e puntare a obiettivi più grandi come Kiev. A quel punto la guerra durerà molto di più. In ogni caso credo che il conflitto possa diventare, almeno, una guerra dei Duecento Giorni”.

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