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“Questa sarà la prossima emergenza”. A Davos i “padroni del mondo” hanno deciso per noi (VIDEO)

Pubblicato il 04/10/2023 16:52 - Aggiornato il 04/10/2023 17:06

C’è una cittadina in Svizzera che conta appena 10mila abitanti ma è conosciuta ovunque, ed è qui che si decidono le sorti del mondo intero. Parliamo di Davos, che ogni anno ospita le riunioni del famigerato World economic forum. Non possiamo non partire da qui per parlare di un video che in queste ore sta facendo il giro della Rete e che riguarda Marianna Mazzucato, l’economista italiana con cittadinanza statunitense che vanta un impressionante curriculum e che è anche membro della Pontificia Accademia per la Vita, ed è pure stata un consigliere economico dell’allora premier Giuseppe Conte; è docente universitaria e sedeva nel Cda dell’Enel. Le sue parole, durante il forum di Davos dello scorso anno, emerse dallo sterminato archivio di Internet, certificano quello che non ci stancheremo mai di ripetere sul modus operandi della élite globalista: Davos si conferma il laboratorio delle idee più malsane, la fabbrica delle emergenze. Peggio di quello che sta capitando negli anni, che potrà succedere? Così penserà qualcuno, ma una nuova “emergenza” si staglia all’orizzonte: la “crisi idrica”. (Continua a leggere dopo il VIDEO)
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La “rivoluzione blu”

Con il Covid-19 e la relativa campagna vaccinale, con i presunti cambiamenti climatici e l’isteria di massa in salsa green (e le conseguenti e scellerate politiche dell’Unione europea) pensavamo di averle viste tutte, ma Marianna Mazzucato ha lanciato un nuovo tema, quello della cosiddetta “rivoluzione blu”, dunque relativa al modo di amministrare l’acqua. L’annuncio della carenza di risorse idriche, e quindi della necessità di “informare” tutti i cittadini del problema era accompagnato da un curioso – e assai rivelatore – parallelismo con la campagna vaccinale: “Siamo effettivamente riusciti a vaccinare tutti nel mondo? No. Il cambiamento climatico è argomento astratto, alcune persone lo capiscono molto bene, alcune lo capiscono abbastanza, altre non lo capiscono. Ma l’acqua è un qualcosa di cui tutti capiscono l’importanza”. Presentato in questo modo, più che un tema sensibile, ci pare una campagna di marketing. “Dobbiamo riuscire dove altre volte abbiamo fallito”, ha candidamente affermato la nota economista italoamericana. Come fare? Anche la seguente risposta al quesito è rivelatrice dei piani segreti dell’élite: “Lo vedo nel mio settore, quello dell’innovazione in economia, dove è necessaria una spinta della domanda“. Una spinta della domanda, dunque, e non può non venire in mente il classico schema problema–reazione–soluzione come strumento di controllo delle masse per mezzo della paura. Presumibilmente ai signori di Davos, Mazzucato compresa, il tema della scarsità di acqua, vera o presunta, interessa ben poco, se non come strumento per convogliare una tensione di massa che distragga da altri problemi, ben più contingenti. (Continua a leggere dopo la foto)
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La Grande Sete

Per la paura della Grande Sete, come la definisce su La Verità Francesco Bonazzi, il forum dello scorso anno ha persino individuato un budget di 300 miliardi di dollari. A fianco di Marianna Mazzucato, negli interventi conclusivi del board del World Economic Forum, sedeva Tharman Shanmugaratnam, un altro economista ultraliberista, che ha letteralmente affermato: “Il mondo deve diventare verde entro 30 anni”, ma: “Non ci sarà vittoria green senza la rivoluzione blu”. Nulla accade per caso, e la prossima emergenza è servita. La sceneggiatura, come sempre, si scrive a Davos.

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