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“Danni al cervello e al Dna”. Gli ultimi studi choc dopo le iniezioni: “Cosa succede nel corpo”

Pubblicato il 15/06/2023 11:42 - Aggiornato il 15/06/2023 22:24
danni cervello Dna mRna

Iatrogeno. È una parola che sta a indicare un danno conseguente alla somministrazione di un atto medico. Il vaccino contro il Covid è a tutti gli effetti un atto medico somministrato a sani. E ha provocato effetti avversi molto gravi, persino la morte, in moltissime persone. Ma perché quindi si è corso il rischio di infliggere un danno per evitare una malattia in realtà curabile e che, se correttamente curata, avrebbe avuto un tasso di mortalità bassissimo? A dare una risposta aggiornata sula questione ci ha pensato la dottoressa Silvana De Mari con un articolo su LaVerità in cui cita ultimi studi sui danni causati al cervello e al Dna dal vaccino anti Covid. “Nel nostro organismo – scrive – ci sono punti particolarmente preziosi: il Dna e il cervello. Nel momento in cui il nostro Dna e il nostro cervello subiscono modificazioni a seguito della somministrazione di un farmaco, siamo nel campo dell’illecito grave”. (Continua a leggere dopo la foto)
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E qui citiamo un’altra parola fondamentale: genotossicità. Ossia la capacità di modificare il Dna. Scrive ancora De Mari: “Sulla scheda tecnica Pfizer è premesso che non si conoscono gli effetti sulla genotossicità e cancerogenicità, ma «si ritiene» che i componenti del vaccino non presentino nessun potenziale genotossico”. Si ritiene in base a che cosa, visto che non sono stati fatti studi? “Sulla scheda tecnica del farmaco Moderna è addirittura scritto che ha un potenziale di bassa genotossicità: bassa genotossicità e non nessuna genotossicità”. E poi c’è uno studio svedese, pubblicato nel febbraio 2022, che ha evidenziato al di là di ogni dubbio come l’Rna messaggero contenuto nel siero Pfizer entra nelle cellule epatiche umane per essere trascritto da una polimerasi inversa nei Dna. Tradotto? (Continua a leggere dopo la foto)
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“Il Dna umano è modificato e continuerà per l’eternità, o meglio fino alla morte del paziente, a fabbricare proteina Spike che è tossica”, afferma De Mari. In più: tra i componenti dei vaccini anti Covid ne troviamo 3 (ALC-0315, ALC-0159 e il DSPCALC109) che preoccupano molto. L’Ema, infatti, ha concesso il permesso di usarli benché con potenziale genotossico e cancerogeno perché al di sotto delle 2 dosi i rischi lievi. Peccato che a molte persone sono state fatte ben più di 2 dosi. E ancora: il ricercatore Colleen Huber, così come molti altri, ha scritto su Substack che il vaccino Covid è in grado di superare la barriera ematoencefalica, e quindi entrare nel cervello. Con quali effetti? “Un’azione altamente infiammatoria. Molte di queste lesioni sono pericolose per la vita, ad esempio la trombosi del seno venoso cerebrale, che blocca un vaso sanguigno del cervello e impedisce la circolazione anche nei vasi più piccoli che si dipartono da esso, causando lesioni del tessuto cerebrale, come accade in un ictus”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Conclude De Mari citando Seneff e altri colleghi che descrivono anche disturbi neuro cognitivi in seguito alla vaccinazione Covid perché la proteina Spike che viene prodotta dalle cellule e si accumula può causare neuro infiammazione e anche ripiegarsi in placche amiloidi. Possono aumentare sintomi tipo Alzheimer, sclerosi multipla, sindrome di Guillan Barré, paralisi del nervo faciale, paralisi di Bell, encefalopatie, encefaliti, crisi epilettiche, perdita di memoria, afasia, deficit motori e sensoriali, debolezza muscolare e tremori, cefalee devastanti e invalidanti.

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