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Covid, l’infezione protegge più dei vaccini: la scoperta dei ricercatori

Una ricerca realizzata dall’università israeliana Rockefeller University e della quale, però, si parla poco, pochissimo. Nonostante i risultati siano più che sorprendenti. Come illustrato dall’immunologo dell’ateneo Michel Nussenzweig, infatti, la protezione immunitaria naturale che si sviluppa dopo aver contratto il Covid è superiore, contro la variante Delta del virus, rispetto alle due dosi di vaccino Pfizer. Le stesse che, nel frattempo, il governo italiano sta tentando di rendere obbligatorie a ogni costo.

Covid, l'infezione protegge più dei vaccini: la scoperta dei ricercatori

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Science, è basato secondo gli autori sul più grande confronto mai tentato tra immunità naturale e vaccino: un’operazione che ha richiesto la raccolta di una massiccia mole di dati, con la registrazione di sintomi, ricoveri e contagi di oltre 30mila pazienti israeliani tra il 1 giugno e il 14 agosto 2021. Gli autori della ricerca hanno comunque messo in guardia: “I risultati non devono spingere a cercare il contagio, perché il virus resta comunque pericoloso, soprattutto per i soggetti a rischio”.

Numeri alla mano, i dati evidenziano come persone vaccinate a gennaio e febbraio 2021 (senza mai essere state contagiate) abbiano poi avuto tra giugno, luglio e la prima metà di agosto da 6 a 13 volte più probabilità di contrarre l’infezione rispetto a chi possedeva già anticorpi naturali, cioè persone non vaccinate ma con alle spalle un contagio da SARS-CoV-2. Il rischio di ricovero invece è stato otto volte più alto per i vaccinati rispetto a chi godeva di immunizzazione naturale.

Se dunque da un lato gli stessi autori sconsigliano fortemente pratiche come i “Covid party” nati negli Usa, dove giovani si radunavano nel tentativo di contagiarsi a vicenda e sviluppare gli anticorpi, allo stesso tempo la ricerca sottolinea ancora una volta quanto poco efficaci siano gli attuali vaccini nel contrasto al virus. Impensabile, con queste basi, ricattare gli italiani con pratiche come il Green pass, che vincolano l’accesso a una vita normale alla doppia dose.

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