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Covid, la barista non riesce a pagare l’affito e viene sfrattata

Nel mezzo di una crisi economica devastante, con il governo incapace di aiutare le famiglie e allo stesso tempo determinato nel tenerle chiuse in casa, si arriva a drammatici casi come quello della signora Giuseppina Pontoriero, 33 anni, sfrattata dal suo bar di piazza Lerda a Voltri, in provincia di Genova. Una storia drammatica raccontata alle pagine di Repubblica: “Dallo scorso anno abbiamo difficoltà a pagare l’affitto, è vero. Ma al proprietario del locale non interessa: ci ha fatto causa, e ora siamo stati sfrattati”.

Una testimonianza resa ancora più dura da digerire dalle parole della madre di Giuseppina, Sara: “E pensare che ci siamo indebitate per tirare fuori mille euro al mese: perché abbiamo sempre cercato di pagare quanto potevamo, nonostante tutto”. Una sentenza del Tribunale di Genova, il 31 marzo, ha confermato l’obbligo per i titolari di liberare il locale dove il bar ha sede dal 2009, e ha sciolto il contratto di affitto.

Covid, la barista non riesce a pagare l'affito e viene sfrattata

Giuseppina, nonostante lo sfratto, continua a tirare su la serranda insieme alla madre e alle sorelle, anche perché il blocco degli sfratti, previsto dal governo per aiutare chi ha difficoltà a pagare l’affitto, è stato prorogato sino al 30 giugno. Ma questo riguarda solo la cosiddetta “esecuzione degli sfratti”, ovvero l’intervento dell’ufficiale giudiziario per liberare effettivamente il locale. Il blocco non impedisce ai proprietari di rivendicare quanto dovuto, come capitato proprio in questo caso.

Gli screzi tra il proprietario dell’immobile e l’affittuaria si trascinano da oltre un anno. Con Giuseppina a spiegare: “Il Covid ci ha piegati, ho pagato il 60% dell’affitto ma non è bastato. I problemi sono nati appena è scoppiata la pandemi. Abbiamo chiesto al proprietario di venirci incontro, di ridurre il canone di 1.535 euro. Ma non ha mai voluto”. I pagamenti, come evidenziato dalla memoria difensiva presentata in Tribunale, non si sono mai interrotti: sono stati versati 1.300 euro lo scorso aprile e lo scorso maggio; 900 euro ogni mese sino a ottobre; mille euro al mese sino al marzo. Dei 19.500 euro dovuti ne sono quindi stati versati 12.335 euro: il 62% del totale. Non abbastanza, però, per far fronte alle difficoltà della pandemia. E così alla fine è arrivato lo sfratto, l’ennesima ingiustizia in questa Italia che vede i cittadini puntualmente abbandonati da chi li governa.

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