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Covid, Biachini (MIO Italia): “Ecco come rilanciare la ristorazione e il settore alberghiero”

Pubblicato il 25/02/2021 13:25

MIO Italia presenta, con un documento già inviato alla alla Presidenza del Consiglio, alla Conferenza delle Regioni e all’Anci, il Piano per la ripresa economica del settore Horeca. All’interno del quale, in dieci punti, vengono riportate tutte le problematiche della ristorazione e del settore alberghiero con le rispettive soluzioni.

L’auspicio è quello di aprire un tavolo di confronto con il Governo finora fortemente lontano dal proporre e trovare soluzioni minimamente considerabili adeguate.

«Siamo fiduciosi nel “cambio di passo” del governo Draghi e prefiguriamo il giorno in cui il settore dell’ospitalità a tavola (Horeca) – che vale il 30% del Pil ed è la seconda “chiave” del turismo – potrà aprire senza alcuna restrizione. Per questo MIO Italia ha predisposto un Piano per la ripresa economica del comparto», dichiara Paolo Bianchini, presidente MIO Italia.

Si tratta di un lavoro certosino che non tralascia nulla, che dà le risposte a problemi concreti, che propone soluzioni attuabili, per aiutare -realmente- il settore fortemente debilitato dalla crisi e dalla scelte di governo finora attuate.

“Il Piano, in dieci capitoli, sviscera le problematiche del comparto Horeca proponendo, caso per caso, le singole soluzioni”. A partire dagli affitti e indennizzi e passando per le banche, affrontando le questioni legate a tributi locali, Fisco, Iva, Utenze e Servizi, Lavoro dipendente, Legge Bersani-Visco, Lotteria degli scontrini.

Il settore non può continuare a essere ignorato e trattato come un fantasma. Imprese e lavoratori appartenenti alla categoria hanno bisogno delle giuste e adeguate risposte. La situazione richiede massima serietà, tempestività ed efficacia nelle soluzioni.

Il presidente MIO Italia spiega: «Per fare fronte all’attuale condizione debitoria, le aziende della ristorazione dovranno fatturare almeno un 30% in più rispetto al 2019. E qui nascono le nostre preoccupazioni. Perché è chiaro che con le misure di distanziamento e il crollo del potere d’acquisto delle famiglie, la possibilità di un aumento di fatturato è pura utopia. Il nostro Piano potrà scongiurare, congiuntamente alle riaperture, la crisi senza ritorno del settore della ristorazione».

Bianchini conclude aggiungendo: «Gli indennizzi, per prendere un punto chiave del Piano, dovranno essere calcolati sulle effettive perdite di fatturato. Ogni chiusura forzata dovrà essere accompagnata da immediati risarcimenti. Questi ultimi vanno previsti anche per le New Co e le aziende esodate. Nel Piano, poi, è considerata la rimodulazione o l’annullamento della Tari, come di altre tasse e tributi locali riguardanti le attività che abbiano subito riduzioni importanti di fatturato durante la pandemia»