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Covid, 140 medici contro l’Aifa: “Sbagliato lo stop all’uso di idrossiclorochina”

Sì, no, forse. Intorno al possibile utilizzo dell’idrossiclorochina nella lotta al Covid-19 si è scritto, e detto, di tutto in questi ultimi mesi. Con una nota arrivata poi il 26 maggio da parte dell’Agenzia del Farmaco italiana che aveva definitivamente sospeso l’autorizzazione all’utilizzio del farmaco, da decenni impiegato per la profilassi della malaria e nei trattamenti di patologie reumatologiche. E con una nuova protesta, scoppiata in queste ore, da parte dei medici, insorti contro l’Aifa per una decisione considerata completamente sbagliata.

Covid, 140 medici contro l'Aifa: "Sbagliato lo stop all'uso di idrossiclorochina"

140 camici bianchi hanno così inviato una richiesta all’Aifa per rivedere la propria posizione, dando il via libera all’impiego di idrossiclorochina. Uno dei medici che ha sottoscritto la petizione, Serafino Fazio, ha spiegato alle pagine di Repubblica: “Decidere se un protocollo terapeutico può essere prescritto o meno non è come sfogliare una margherita per sapere se lui o lei ti ama”. L’istanza, redatta dagli avvocati Erich Grimaldi e Valentina Piraino e indirizzata al ministero dell Salute, mira alla revoca della nota per consentire la prescrizione precoce del farmaco sotto controllo medico.


Durante i primi mesi della pandemia, tra i farmarci utilizzati c’era anche il Plaquenil, nome commerciale dell’idrossiclorochina. E secondo molti medici, il suo impiego aveva dato risultati positivi: se assunto nei primi giorni dall’insorgenza dei sintomi, era in grado di fermare la progressione della malattia ed evitare che il quadro del paziente precipitasse, rendendo necessario il ricovero in Terapia intensiva. La comunità scientifica si era però spaccata a metà sul possibile utilizzo. L’Aifa aveva autorizzato l’uso il 17 marzo, salvo poi bloccare tutto di punto in bianco il 25 maggio.

Singolare che nel frattempo l’Oms, l’Organizzazione mondiale per la Sanità, abbia riammesso le sperimentazioni intraprese, mentre l’Aifa è rimasta ferma sulle proprie posizioni, non retrocedendo dal veto. E così ecco arrivare l’appello dei medici: “Atteso il rilevante impatto che tale sospensione ha e potrebbe avere nella gestione dell’epidemia da Covid-19, alla luce dell’assenza di valide alternative terapeutiche, contestiamo la decisione adottata superficialmente e in contrasto con le preliminari evidenze scientifiche, tra cui i rilevanti dati provenienti dal territorio (Novara, Piacenza, Alessandria, Milano e Treviso)”. Secondo l’avvocato Grimaldi, la situazione potrebbe evolvere con un ricorso al Tar.

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