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Auto elettriche, l’Europa è nel mirino dei cinesi. Ecco perché Pechino punta tutto sull’export. Le previsioni

Pubblicato il 11/01/2024 19:55 - Aggiornato il 12/01/2024 09:21

L’Europa è nel mirino dei cinesi, mettiamola così. Il mercato delle auto elettriche, in Cina, è saturo sicché un’analisi del Financial Times mette in evidenza come le auto  “green” fabbricate nel Paese del Dragone stiano già invadendo e siano pronte a invadere ulteriormente il mercato europeo, spingendo i limiti della capacità di trasporto marittimo e facendo aumentare i noli per le navi Pctc ( (Pure Car Truck Carriers). Pare esaurito, dunque, l’exploit dovuto ai maxi incentivi statali, ben 57 miliardi di dollari tra il 2016 e il 2022. La sola Byd, marchio cinese leader per i veicoli elettrici, che l’anno scorso ha venduto più di tre milioni di veicoli, la stragrande maggioranza in Cina, ora sta registrando un’impennata delle esportazioni. Nel 2023 ha venduto 240mila auto per il mercato estero. Molte di queste auto – e quelle di altre case automobilistiche cinesi – sono dirette al mercato europeo. I dati di BloombergNef, ripresi da La Verità, ci dicono che nel terzo trimestre del 2023 sono state vendute in tutto il mondo 3,7 milioni di auto e quelle elettriche hanno rappresentato il 18% del totale. Se sono stimate, per l’intero anno appena conclusosi, 14 milioni di auto elettriche vendute; per il 2024 le previsioni indicano 16,7 milioni di auto elettriche, che saranno vendute per lo più in Europa, dunque. (Continua a leggere dopo la foto)
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Le stime per il 2024

Tornando in Cina, nel 2023 le vendite di veicoli elettrici in Cina sono aumentate del 21,9% rispetto all’anno precedente. In quello che è considerato il più grande mercato automobilistico del mondo, i dati dell’ultimo anno, resi noti dalla Federazione cinese dei produttori di auto personali (CPCA), confermano il trend positivo delle vetture a batteria che hanno raggiunto le 6,1 milioni di unità vendute. Eppure, dicevamo, il mercato delle elettriche in Cina è sempre più saturo. Un fattore, quest’ultimo, confermato dal rallentamento nel 2023 della crescita di vendite di auto elettriche rispetto agli ultimi anni. Una frenata che, secondo la stessa CPCA, proseguirà anche nel 2024. L’obiettivo dei costruttori cinesi è dunque quello di spingere sulle esportazioni di auto elettriche, anzitutto nel Vecchio Continente. Ancora il Financial times riferisce che circa la metà di tutti i veicoli esportati dalla Cina vengono venduti in Europa, “dove vi è un notevole appetito pubblico e un sostegno governativo per i veicoli elettrici”. Il ceo per il mercato europeo, Michael Shu, ha spiegato che Byd vuole vendere un totale di 800.000 veicoli elettrici all’anno in Europa entro il 2030, fra unità costruite in Cina e auto costruite localmente. L’azienda sta costruendo un nuovo stabilimento in Ungheria per iniziare a produrre automobili all’interno dell’Ue, ottenendo così vantaggi normativi e vicinanza al mercato. A noi vengono in mente i veri e propri “cimiteri” per auto elettriche presenti in almeno dodici grandi città cinesi. Si tratta di vasti terreni in cui vengono accumulati i veicoli, in parte perché le società di ride-hailing che le avevano acquistate sono fallite, soprattutto per il rigidissimo lockdown cinese dovuto al Covid-19, o perché quei modelli sono stati rigettati perché obsoleti, in favore di tecnologie più evolute. (Continua a leggere dopo la foto)
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Tutti i rischi

Il rischio – oltre allo scoppio di una bolla come, appunto, in Cina – è il contagio, considerando la dissennata politica dell’Unione europea, che ha imposto il divieto di vendita di auto diesel e benzina dal 2035, finisca per trasformare anche le periferie delle nostre città in enormi “cimiteri” dell’auto elettrica. È appena il caso di ricordare, come i nostri lettori ben sanno, sono molteplici e gravi le criticità della mobilità sostenibile, dal rischio dell’autocombustione delle batterie al litio di auto e persino biciclette, alla vita propria che talvolta sembrano avere,  intrappolando le persone all’interno, anche in movimento. 

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