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Emanuela Orlandi, la rivelazione dell’ex carabiniere: “Ecco dove hanno sepolto il corpo”

Pubblicato il 04/06/2023 11:33 - Aggiornato il 04/06/2023 11:34

Adesso che la Procura di Roma ha riaperto le indagini, collaborando con i magistrati vaticani guidati da Alessandro Diddi, chissà che le nuove dichiarazioni di Antonio Goglia sul caso di Emanuela Orlandi possano portare a un’altra svolta. Antonio Goglia è un ex carabiniere di San Giorgio a Cremano che ha rilasciato una rivelazione esplosiva, naturalmente tutta da verificare, in una lettera indirizzata al sostituto procuratore Stefano Luciani, che dirige le indagini romane. Va doverosamente detto che attorno al caso della sventurata cittadina o ex cittadina vaticana aleggiano sciacalli ed avvoltoi e che in quarant’anni i depistaggi sono stati molteplici, ma l’ultima rivelazione in ordine di tempo ha del clamoroso. Il corpo di Emanuela Orlandi, nonché quello di Mirella Gregori, sarebbe stato sepolto nei sotterranei di Castel Sant’Angelo. Come si ricorderà, negli anni scorsi, una falsa pista condusse fino al cimitero Teutonico del Vaticano ma nelle tombe di due principesse tedesche non vennero rinvenute le spoglie di Emanuela. Che si troverebbero, invece, secondo l’ex carabiniere, nelle segrete dell’antica fortezza. E dunque, citiamo testualmente dalla lettera al sostituto procuratore Stefano Luciani: “Avendo condotto studi approfonditi e basandomi su fatti concreti che al momento ritengo preferibile non porre in evidenza, Vi comunico che nei sotterranei del Castel Sant’ Angelo, o Mole Adriana, altrimenti detta Mausoleo di Adriano, dietro una porta rinforzata dovrebbe trovarsi una stanza di circa 20 metri quadri. Nella quale dovrebbero trovarsi resti umani, compresi quelli di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori”. (Continua a leggere dopo la foto)
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caso orlandi ex carabiniere

La lettera dell’ex carabiniere

E ancora: “La struttura dovrebbe ricadere sotto l’Autorità del Comune di Roma e perciò non dovrebbe essere difficile approntare un sopralluogo”. Dunque, non solo Emanuela ma anche l’altra ragazza scomparsa pochi mesi prima, le cui due vicende da tempo sono intrecciate, sarebbero sepolte lì. Sicché questa dirompente teoria getta nuova luce sul ruolo assai opaco che il Vaticano parrebbe aver svolto nell’intera vicenda. L’ex carabiniere cita il vecchio canone 1058 (quello che proibisce il matrimonio tra religiosi). Cosa c’entra? Come si evince dalla lettura di ItaliaOggi, che ha contattato Antonio Goglia, poiché il canone 1058 è stato confermato dall’attuale codice di diritto canonico del 1983, anno dei sequestri della Orlandi e della Gregori, il numero 1058 in questione sarebbe quello che i sequestratori indicano chiaramente: il codice telefonico di loro accesso alla Segreteria di Stato vaticana per le trattative era il codice 158. Manca, però, lo zero, ma “i numeri telefonici interni vaticani non potevano superare le tre cifre”, spiega l’ex carabiniere, che pare ben informato. (Continua a leggere dopo la foto)
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Il codice 158

“Quel codice serve a fare comprendere immediatamente cosa vogliono i sequestratori: l’abolizione del celibato sacerdotale, canone 1058, altrimenti avrebbero ucciso la Orlandi e la Gregori”. In questi quarant’anni dalla scomparsa di Emanuela e di Mirella, i depistatori approfittano di qualsiasi parola e, ancora di più, di qualsiasi nome. Ecco perché nomi Antonio Goglia non ne fa: “Preferisco evitare di offrire appigli. Dico solo che quanto sostengo è ben noto a tutti nell’ambito curiale ancorché strenuamente taciuto”. Come succede nella vicinanza temporale di ogni ricorrenza, arrivano nuove verità, sconcertanti dichiarazioni e complesse teorie. Come quella che chiama in causa in prima persona Giovanni Paolo II, collegando il ruolo di manovalanza dell’ala della Banda della Magliana guidata da Renatino De Pedis. (Continua a leggere dopo la foto)
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La reazione del fratello di Emanuela

Non ha tardato ad arrivare la risposta di Pietro Orlandi interpellato ad esprimersi sui social network che immediatamente preso le distanze dalla dichiarazione. “Purtroppo leggo articoli e ipotesi senza movente reale che passano per certe al centro per cento e che generano solo confusione. Mi dispiace – ha scritto – Tanto si sa che ogni cosa viene, senza controlli, ripresa da altri siti generando confusione su confusione, ipotesi su ipotesi e qualcuno sarà contento. Come gridare al lupo al lupo perché quando uscirà quella reale sarà considerata come tante, falsa”. E, circa l’ex carabiniere: “Lo conosco da anni, è uno che racconta frottole. Il suo intento è apparire e tutti gli vanno dietro. Assurdo”.

Le parole dell’avvocato Sgrò

“Tutto è attendibile se viene supportato da prove, per cui se si tratta di dichiarazioni come quelle che ho letto tutto ciò non fa altro che generare ulteriore confusione e devo dire che in questo momento di confusione ce n’è già parecchia”, ha commentato a Sky TG24 Laura Sgrò, legale della famiglia Orlandi.

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