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Casa, arriva la tempesta! Quanto di meno varranno le nostre case e perché

Pubblicato il 01/11/2023 20:14 - Aggiornato il 01/11/2023 20:16

I numeri parlano chiaro, e risentono ancora della stretta sul Superbonus. La bolla immobiliare in Europa, secondo diversi esperti ed economisti, non è questione di se, ma di quando. I segnali sono già parecchi. Due i principali: i mutui sono schizzati alle stelle – e per questo dobbiamo ringraziare la forsennata corsa al rialzo dei tassi d’interesse intrapresa in questi mesi dalla Banca centrale europea, dieci rialzi consecutivi – e il crollo del potere d’acquisto dovuto al Covid-19 e al post-pandemia, come all’inflazione e alle ben note tensioni geopolitiche. Crollo del potere d’acquisto che, va da sé, influisce sulla quantità delle compravendite. Dalla fine del 2022 si registra un graduale ma sensibile calo di acquisti e vendite. Nel primo semestre del 2023 la riduzione è stata dell’8,7% rispetto allo stesso periodo del 2022. E nel secondo trimestre ancora peggio: ha raggiunto addirittura il 12%. A riguardo, invece, dei mutui, a complicare il tema non interviene il solo rialzo dei tassi, ma pure il fatto che le banche siano più prudenti, per utilizzare un eufemismo, e questo anche per le politiche green dell’Unione europea, su cui torneremo. L’incubo è quello di tornare al biennio 2007-2008. Nel 2008 la bolla immobiliare partì dagli Stati Uniti e fu la scintilla della recessione globale. La formazione di una bolla in questo comparto rappresenta uno dei più grandi rischi segnalati nell’area Euro fin dalla sua formazione e, se scoppiasse, potrebbe causare una catastrofe. (Continua a leggere dopo la foto)
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Il caso italiano

Un patrimonio privato unico al mondo, quello italiano, di 78 milioni di unità immobiliari, più della metà delle quali è costituito da abitazioni. Secondo un recente allarme da il Giornale, sarebbero 42 i fondi sovrani, per lo più appartenenti al mondo arabo, pronti a “comprarsi l’Italia” nel 2024, e a prezzo di saldo, forti di una dotazione monstre di ben 4 mila 500 miliardi di euro, tre volte il Pil italiano. Secondo il Consiglio nazionale dei notai, citato dall’agenzia Ansa, alla fine del 2023 il mercato delle compravendite immobiliari subirà un calo del 10,7%, rispetto al 2022. Frattanto, già solo nel primo bimestre dell’anno 2023 si è riscontrato un calo a livello nazionale, del 2,7%. È nella città di Napoli che si registra la battuta d’arresto maggiore le compravendite tra privati con un calo complessivo che ammonta al 26,52%. Ancora per la fine dell’anno in corso, si ipotizza, dunque, una riduzione del 17,1% per l’acquisto di prime case tra privati e del 16,1% di prime case da impresa. Discorso analogo per le seconde abitazioni, cioè le cosiddette case vacanza.

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Le infauste previsioni

Già in Svezia, Germania, e persino nella “frugale” Olanda, si è verificato un crollo del 15% nei prezzi di vendita al metro quadro. I rialzi dei tassi hanno fatto scattare l’inevitabile correzione: la maggiore prudenza delle banche nel prestare e l’impatto dell’inflazione stanno frenando gli acquisti e deprimendo i prezzi. Il Fondo monetario internazionale ha calcolato che entro fine 2023, nello scenario base, un terzo delle famiglie europee, soprattutto a reddito basso, potrebbero trovarsi in sofferenza finanziaria e avere difficoltà a onorare le rate del mutuo. Più ancora che il comparto residenziale preoccupa quello commerciale, dominato dai grandi fondi di investimento, molto indebitati e notevolmente esposti a un’eventuale crisi di fiducia e alle richieste di riscatto: tra ottobre e dicembre 2022 le transazioni sono precipitate del 44% nel confronto annuo, mentre nei due trimestri precedenti i prezzi erano già scesi del 14%. Nomisma, società di consulenza strategica, prevede per quest’anno compravendite in calo del 14% rispetto al record del 2022: “Alcuni istituti – riferisce a la Repubblica Luca Dondi, amministratore delegato di Nomisma – sono su livelli di erogazioni anche del 50-60% inferiori a un anno fa”.  (Continua a leggere dopo la foto)
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La famigerata “Direttiva green”

Addirittura pleonastico è aggiungere che la famigerataDirettiva greendell’Unione europea sull’efficientamento energetico degli immobili, dagli oneri pesantissimi e a carico del proprietario, potrebbe dare il colpo di grazia all’intero settore immobiliare, dimezzando il valore di eventuali immobili non a norma. Il rischio è enorme, e chi pensi di essere al sicuro, perché non deve vendere né comprare immobili e neppure richiedere un mutuo, sbaglia poiché lo scoppio di una bolla immobiliare può portare a una recessione economica, a un aumento della disoccupazione e a una crisi finanziaria con pochi e infausti precedenti.

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