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“Così Big Pharma ha trasformato la salute in business”. L’attacco dell’ex manager: “Cosa fanno davvero le aziende”

Pubblicato il 27/10/2023 14:53 - Aggiornato il 28/10/2023 12:47

Si è discusso tanto, durante la pandemia di Covid, dei profitti incredibili realizzati dalle aziende farmaceutiche grazie all’emergenza mondiale esplosa per il diffondersi del virus. Numeri da capogiro che hanno spinto molti analisti a chiedersi se non fosse ormai soltanto il guadagno a guidare le mosse di Big Pharma, ben più dell’etica. Un argomento sul quale è entrato a gamba tesa Franco Stocco, ex addetto ai lavori e autore di un saggio nel quale ha cercato di inquadrare le azioni dei principali attori del settore. Intervistato da Patrizia Floder Reitter sulle pagine della Verità, l’autore ha sottolineato come dei 7,7 trilioni di dollari di ricavo accumulati tra il 1999 e il 2018 dalle multinazionali del farmaco, soltanto 1,4 trilioni siano stati poi reinvestiti in ricerca: “E pensare che giustificarono l’elevato prezzo di vendita dei loro prodotti proprio parlando di ingenti costi per la ricerca”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Laureato in farmacia, 66enne, Stocco è stato per 35 anni dirigente nel settore oncologico e poi nelle aree dell’immunologia per colossi quali Farmitalia Carlo Erba, Aventis Pharma, Sanofi, Msd e Pierre Fabre. Poi la decisione di andare in pensione in anticipo, perché “non condividevo più l’obiettivo dominante delle aziende, che era ormai diventato il marketing”. (Continua a leggere dopo la foto)

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“Big Pharma ha trasformato la salute in business”. L’ex manager

Le aziende farmaceutiche oggi sarebbero concentrate soprattutto “sulla ricerca di brevetti di nuove tecnologie, dei quali viene esplorata innanzitutto la redditività” attraverso l’acquisizione di piccole realtà come start up e spinoff. Tra le conseguenze “c’è stata anche la perdita di know how delle aziende farmaceutiche e la perdita del senso di appartenenza e di identità dei loro manager”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Un settore che ragiona sempre più nella sola ottica del business, insomma. E che vede la popolazione sana come un’opportunità: “L’industria della salute vende anche fattori di rischio. Ti dice ‘tu sei sano ma porti con te potenziali malattie’. Offrendoti soluzioni per evitare che in futuro tu possa svilupparle”. Un ruolo chiave, per Stocco, lo hanno avuto i vaccini: “Sono state proposte nuove tecnologie chiamate vaccino, prodotti concettualmente diversi e con diversi profili farmaceutici come ad esempio i farmaci SarsCov2, che non sono antigeni ma approcci genici”.

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