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“Picchiato a sangue nella metro”, emergenza baby-gang straniere. Le città sono nel caos: i numeri allarmanti

Pubblicato il 17/10/2023 21:29

Quando parliamo dell’emergenza delle cosiddette Baby-gang, di cui non ci si accorge oggi in verità, spesso si omette di illustrarne la composizione etnica, forse per non incorrere nelle ire dei soloni del politicamente corretto. Eppure, prima di essere tacciati di xenofobia o di altre fobie, precisiamo che il dato emerge dal XXXII Rapporto Immigrazione della Caritas e della Fondazione Migrantes. Da Nord a Sud, i protagonisti di aggressioni, rapine, molestie sessuali e altri atti di violenza sono giovanissimi immigrati – o anche ragazzi delle seconde generazioni, come di seconda e terza generazione erano gli abitanti delle banlieue che hanno messo a fuoco la Francia nei mesi scorsi – e un primo dato, empirico e incontrovertibile, ci viene restituito dal numero di minori stranieri, che nelle carceri minorili ha superato quello dei ragazzi italiani. Nel 2022, i dati dei nuovi arrivi nelle carceri minorili hanno fatto registrare complessivamente 1.016 ingressi, di cui 496 italiani e 520 stranieri. (Continua a leggere dopo la foto)
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Le città fuori controllo

Si riuniscono in branco, e la cronaca nera ce ne ha fornito tanti esempi, dedicandosi a risse, molestie sessuali, pestaggi e vandalismi, sfidando apertamente le forze dell’ordine, pervasi da un senso d’impunità, neppure malriposto, e “regnando” in ghetti in cui la polizia fatica persino a entrare. Un episodio emblematico è avvenuto a Campi Bisenzio, nel fiorentino, dove recentemente un ragazzo di 17 anni è stato pestato selvaggiamente da un gruppo di extracomunitari minorenni, all’uscita da un locale, ma, tornando un po’ indietro, nella notte di Capodanno 2022 a Milano, come si ricorderà, varie baby gang formate da nordafricani hanno assaltato Piazza Duomo tra violenze e molestie sessuali. Ora, restiamo a Milano, la città governata da Beppe Sala del Pd. Intendiamo sottolinearne l’appartenenza politica perché le città fuori controllo sono per lo più amministrate da un partito che, evidentemente, non intende derogare alla propria aprioristica difesa dello straniero (le seconde generazioni votano). Si chiama Dennis il ventenne che, come altri coraggiosi ragazzi, si ritrovano a bordo dei vagoni della metropolitana, oppure nei mezzi dell’Atm, per avvertire i viaggiatori della presenza di borseggiatori, soprattutto donne, soprattutto di etnia rom, alcune tra le quali molto spesso sono incinte, accrescendone oltremodo il grado di impunità. Ne abbiamo parlato anche noi. (Continua a leggere dopo la foto)
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Foto: Dennis, il ragazzo pestato a Milano

Massacrato dai “bodyguard” delle borseggiatrici

Ebbene, il povero Dennis è stato praticamente massacrato da quello che il Giornale definisce le “guardie del corpo” delle borseggiatrici stesse. Dennis ha una microfrattura del ramo mandibolare, ovvero ha la mascella rotta e dovranno mettergli una placca piccola dietro l’orecchio. Al momento non riesce a muovere la parte sinistra del viso. È lo stesso ragazzo a raccontare l’accaduto al quotidiano milanese. Si trovava assieme ad un altro volontario, Matthia: “Come facciamo di solito abbiamo avvisato gli altri passeggeri e loro sono scappate nelle prime carrozze. In particolare, io ho avvisato una signora che stava per essere derubata e che ho visto essere in difficoltà. Alla prima fermata sono scese, perché disturbate da me, e sono sceso anche io”. Sicché, a un certo punto, “mi sono trovato davanti un gruppetto di persone che prima mi ha buttato per terra e poi mi ha iniziato a picchiare“, prosegue nel racconto. Il “gruppetto” era composto da tre uomini e una donna. Dove sono le istituzioni? Una risposta la fornisce lo stesso Dennis: “La polizia e la security hanno le mani legate. Non possono neanche arrestare le borseggiatrici”.

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