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Arriva il Super Green pass: così il governo renderà la vita impossibile ai non vaccinati

Il Super Green pass, o Green pass 2.0 che dir si voglia, s’ha da fare. E si farà, con le Regioni in costante pressing e il governo convinto della necessità di un intervento per rendere la vita ancora più difficile ai non vaccinati, considerati ormai alla stregua di veri e propri nemici e indicati come unici responsabili dell’impennata di contagi. Pazienza se anche in Paesi dove la campagna di somministrazione è stata massiccia, la nuova ondata di Covid è comunque arrivata: Draghi e i suoi ministri sono convinti di dover procedere con l’ennesima stretta, introducendo un documento che sancirà ufficialmente la divisione tra cittadini di serie A e B.

Arriva il Super Green pass: così il governo renderà la vita impossibile ai non vaccinati

Come rivelato dal Corriere della Sera, infatti, i governatori stanno premendo affinché il governo adotti un piano per blindare le festività, momento in cui ci sarà da fronteggiare da un lato la paura per l’aumento di contagi e dall’altro i rischi di una mazzata terribile per il settore turistico, già messo in ginocchio da due anni di restrizioni. Entro pochi giorni, allora, dovrebbe arrivare un decreto con ulteriori divieti previsti, però, soltanto per la parte di popolazione non vaccinata, per la quale proseguire una qualche forma di vita sociale sarà missione sempre più impossibile.

Una posizione ribadita nelle scorse ore dal presidente del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che ha spiegato: “Servono al più presto misure differenziate, in modo da favorire l’adesione alla campagna vaccinale degli ultimi indecisi e dare certezze ai ristoratori, agli albergatori, ai negozianti. Non è una discriminazione, è la garanzia per non chiudere tutto”. Al vaglio dunque, secondo il Corriere, un nuovo Green pass a due velocità da far valere, però, soltanto in caso di zona arancione o rossa e con un abbassamento della durata dagli attuali 12 a 9 mesi.

Anche se il modello non è ancora definitivo, l’ipotesi che sta prendendo piede è quella di impedire ai non vaccinati, nelle zone rosse o arancioni, l’accesso a servizi come bar, ristoranti, stadi e cinema, consentiti soltanto per chi avrà ricevuto le somministrazioni. Per andare a lavorare, invece, potrebbe essere necessario il tampone molecolare mentre per quanto riguarda l’obbligo vaccinale, l’idea è di imporlo a determinate categorie: il decreto firmato da Draghi dovrebbe infatti prevederlo, al momento, soltanto per gli operatori sanitari e i dipendenti pubblici a contatto con le persone.

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