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Ancora mascherine! Speranza incappa in una gaffe e rivela i piani del Governo. Bufera sul ministro

Pubblicato il 28/08/2022 11:58 - Aggiornato il 28/08/2022 12:05

Scoppia una nuova polemica sul rientro in classe, prima ancora dell’inizio dell’anno scolastico. Sono bastate poche parole del ministro della Salute uscente, Roberto Speranza, per far scoppiare un pandemonio. Secondo Speranza, infatti, non è detto che si riesca a finire l’anno scolastico senza usare di nuovo la mascherina e comunque, anche se non c’è l’obbligo in classe, è sempre responsabile indossarla nelle situazioni più rischiose. Parole, le sue, che non sono andate giù a molti.
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L’anno scolastico sta per cominciare e, come ribadisce anche il ministro della Salute intervistato da Rtl 102.5 «alla partenza la mascherina non sarà obbligatoria», questo è certo. Ma poi «si valuterà il quadro epidemiologico passo dopo passo. L’auspicio è che si possa utilizzare il tema della raccomandazione e della responsabilità individuale rispetto all’obbligo. Sarei un po’ più cauto nel dire no mascherina». Antonello Giannelli, presidente dell’Anp, ci va ancora più pesante, dicendo che, secondo lui, più che parlare di un ritorno delle mascherine «andrebbe fatto un appello, come ho fatto io qualche settimana fa, perché vaccinino i bambini: ci sono circa quattro milioni di studenti non vaccinati. Eppure è stata proprio la campagna vaccinale a salvarci». Parole che non meritano nemmeno di essere commentate.
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Ritornando sulle mascherine, è bene specificare che, se non sono obbligatorie, nessuno può prendersi la briga di imporne l’utilizzo, né il preside né il consiglio di istituto, fosse anche in situazioni particolari: «Se qualcuno la vuole indossare per la propria sicurezza, va bene, ma niente imposizioni». Le parole di Speranza sono riuscite a far inalberare anche chi, negli ultimi due anni, ha contribuito attivamente al terrorismo mediatico che ha portato a far sì che i nostri ragazzi arrivassero a luglio indossando i dispositivi di protezione individuale. Anche l’epidemiologo Matteo Bassetti, che su Fb disegna scenari foschi: «Non mi sbagliavo quando dissi “vedrete che i nostri ragazzi torneranno a scuola senza mascherine obbligatorie, ma dopo un paio di settimane o qualcosa di più, la reintrodurranno dicendo che la situazione epidemiologica è mutata”».
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Persino il governatore della Liguria Giovanni Toti, odiatore seriale dei non vaccinati e tra i maggiori fautori delle campagne vaccinali e delle restrizioni sui minori, ora interpreta le parole di Speranza come un eccesso di precauzione: «Finalmente rivedremo i sorrisi dei nostri bambini e ragazzi anche in classe. Monitoreremo la situazione ma mettere le mani avanti come fa il ministro mi sembra eccessivo. Quest’estate abbiamo gestito un altro picco della pandemia senza applicare alcuna restrizione. E dobbiamo impegnarci per riuscirci anche nei prossimi mesi per evitare che siano di nuovo i nostri ragazzi a pagare il prezzo più alto». Le magie che accadono in campagna elettorale.
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Ad ogni modo, le regole sanitarie per il rientro in classe – stilate a inizio agosto dall’Istituto superiore di Sanità – prevedono che non ci sia più l’obbligo di mascherina e che siano le persone fragili e che possono contrarre il Covid in modo severo a indossarle per precauzione. Nelle scuole si tornerà agli orari di sempre, senza doppi turni. Persino i vecchi banchi doppi potrebbero tornare al loro posto. Unica prescrizione: cambiare l’aria tenendo le finestre aperte il più possibile. Se il Covid dovesse diventare di nuovo un’emergenza, le regole torneranno ad essere quelle dello scorso anno, con obbligo di mascherine e di distanziamento e le altre restrizioni. Un loop dal quale si farà fatica ad uscire visto che molti dei partiti candidati al governo hanno sostenuto in passato queste scellerate misure.

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