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“Bastava un Moment e ci hanno costretto al vaccino”. Già nel 2020 c’era chi lo diceva, ma veniva zittito

Pubblicato il 27/08/2022 11:26

Di fronte all’esplosione dell’emergenza Covid, quando la paura aveva paralizzato l’Italia e lo stesso mondo della scienza viveva giorni di incertezza e confusione, qualcuno aveva provato ad azzardare che una possibile cura al virus esistesse già. Finendo, però, puntualmente zittito. Rileggere per credere il perentorio intervento di Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale (Simg), alle pagine di Repubblica: “Gli antinfiammatori sono totalmente inefficaci nella cura del Covid-19 e anzi sono potenzialmente pericolosi. Per questo ne va impedito l’uso”. Oggi, gli studi scientifici ci dicono esattamente il contrario.
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Come raccontato da Patrizia Floder Reitter sulle pagine della Verità, una ricerca italiana portata avanti da alcuni esperti dell’istituto Mario Negri di Milano e dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo è arrivata infatti alla seguente conclusione: la terapia precoce con gli antinfiammatori ha un ruolo “cruciale” nella gestione domiciliare delle persone con sintomi da Covid-19, visto che abbattono “i ricoveri del 90% e i tempi di comparsa dei sintomi dell’80%”.

Questi farmaci, insomma, giocano un ruolo fondamentale nella lotta al Covid. Peccato però che tutto questo lo si sapesse già, anche se in passato veniva negato con ostinazione da tanti medici e scienziati. A marzo 2020 il dottor Andrea Mangiagalli aveva raccontato a La Verità, per esempio, di aver curato con successo la moglie colpita dal virus attraverso antinfiammatori. Un anno fa la conferma era arrivata la professor Giuseppe Remuzzi: “Il nostro trattamento con antinfiammatori riduce le ospedalizzazioni del 90%”. Parole cadute puntualmente nel vuoto.

Per mesi e mesi, l’Italia si è affidata alle famigerate linee guida dettate dal ministero della Salute guidato da Roberto Speranza: tachipirina e vigile attesa. Il tutto mentre aumentava il numero dei ricoveri in ospedale e dei morti. I medici che osavano discostarsi dalle indicazioni ufficiali riuscivano nel frattempo sì a salvare vite preziose, ma al costo di sospensioni e sanzioni varie da parte dell’Ordine. Un disastro del quale, purtroppo, nessuno sarà chiamato a rispondere.

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