Vai al contenuto

“Cosa deve fare un cittadino (esasperato) che ha sempre vissuto onestamente per farsi ascoltare?”

Pubblicato il 21/01/2021 13:50 - Aggiornato il 21/01/2021 18:14

Di seguito riportiamo la lettera inviataci da uno dei nostri lettori.

Mi chiamo Eugenio, ho 51 anni e vorrei iniziare questa lettera dicendo che ho sempre lavorato onestamente per mantenere la mia famiglia senza mai chiedere nulla a nessuno.

Per 30 anni ho lavorato come metalmeccanico nella stessa azienda, faticando e mandando giù numerosi rospi per poter garantire una vita dignitosa alla mia famiglia. Nel 2015, dopo essere sopravvissuto a un infarto, decido di realizzare il mio sogno nel cassetto: aprire un circolo per poter aiutare con un progetto l’associazione di soccorso di cui faccio parte e gestisco da 23 anni.

Nel 2018, proprio svolgendo la mia attività di soccorritore nella ricerca di una persona scomparsa, vengo licenziato. Vede, secondo l’articolo 39 del codice della Protezione Civile la mia attività era del tutto regolare e se l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non fosse stato abrogato, avrei potuto ottenere la reintegra, ma purtroppo intentando un ricorso contro il mio datore di lavoro mi son ben presto reso conto di come funziona il sistema. 

Quindi, investo tutto quello che ho per mantenere il mio sogno, l’associazione APS-ETS ” IL Clan ” Swan. Non è certo un’associazione a delinquere, ma un’idea per dare spazio ai giovani: cantanti, musicisti, attori di teatro e soprattutto come indica il nome stesso, “Clan”, dare vita a una grande famiglia.

Beh, ora, dopo quasi un anno di questa terrificante situazione, non ho né la mia né questa di famiglia e le prospettive future sono meno di zero. (Continua dopo la foto)

Potrebbe interessarti anche: https://www.ilparagone.it/attualita/governo-conte-il-mercato-delle-poltrone-ecco-i-primi-nomi/

Con questi DPCM il circolo è stato pesantemente penalizzato, alla stregua di tante altre attività, e se già faceva fatica a mantenersi tra affitto e bollette, ora, senza incassi, probabilmente sarò costretto a chiudere non riuscendo più a pagare. 

Indennizzi o fondi per poter fare fronte a queste spese non ne esistono. O meglio esistono, ma sotto forma di bandi.

Quindi, un mare di burocrazia dove, se si ha già l’acqua alla gola, si ha la sensazione di annegare, magari per prendere, se tutto va bene, 1000€ a fronte di spese che partono da 10/15000€. 

Mi chiedo, una perizia tecnica affidabile su quelle che sono in effetti le reali cause dell’aumento dei contagi in Italia (e visto che ci abito, a Parma e Provincia), esiste?

Su che base si è deciso che sono circoli, ristoranti, bar, i luoghi del contagio? 

Io e la mia categoria siamo stati spesso additati come evasori, irresponsabili, egoisti, addirittura negazionisti! Qui, però, nessuno intende negare che il Covid ci sia, ne siamo ben coscienti e per questo ci siamo adeguati alle misure per mettere i nostri locali in sicurezza. 

La percezione, però, è che qualcosa venga “negato” a noi ogni giorno… Il diritto al lavoro, il diritto ad una vita dignitosa, che non sia mera sopravvivenza, che non sia nuda vita. 

Così non riusciamo più ad andare avanti, signori. 

Come se non bastasse il Paese sembra sempre di più andare allo sbando, preda di mire estere, mentre a noi viene continuamente chiesto di pagare, pagare e continuare a pagare. Pagare chi? Uno Stato che nemmeno ci protegge? Che nemmeno fa i nostri interessi? Fatto di istituzioni sorde a tutti i livelli? Dov’è finita la responsabilità? Com’è possibile che questa cultura del menefreghismo si sia impadronita di questo Paese? Quando qualcuno di noi, troppo atterrito, esasperato, abbandonato a se stesso deciderà di farla finita, volteranno le spalle facendo finta di non vedere, ancora una volta? (Continua dopo la foto)

Cosa deve fare un cittadino che ha sempre vissuto onestamente per farsi ascoltare? 

Attenzione, l’indifferenza genera rancore e disperazione, non tutti reagiscono allo stesso modo, ma la terza legge della dinamica stabilisce che a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.

Grazie per la pazienza se è arrivato a leggere fino qui e per il lavoro non semplice che sta facendo.

E. C.

Chi non è prigioniero della necessità è prigioniero della paura: i primi non dormono per l’ansia di ottenere ciò che non hanno e i secondi non dormono per il panico di perdere ciò che hanno.”

-Eduardo Galeano