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Lavoro, sul piatto 1,2 milioni di posti. Ma le imprese non trovano i candidati. I mestieri più ricercati

In Italia non c’è lavoro. Quante volte lo sentiamo dire? Tante, forse troppe. Già, perché se da una parte la battaglia per creare nuovi posti di lavoro deve essere incessante, dall’altra ci sono alcuni dati che vanno analizzati, capiti e su cui vale la pena spendere qualche minuto. Ci sono infatti 1,2 milioni di posti di lavoro offerti dalle imprese italiane che però non riescono a trovare un occupante.

Si parla di fabbri e saldatori, insieme a matematici e tecnici informatici. Ma anche ingegneri ed esperti in scienze bancarie. Sono queste le figure più difficili da trovare dalle imprese italiane. Cambiano le priorità delle imprese, dunque, nei piani di assunzione.

Cresce, in termini percentuali, la richiesta di professioni di elevata specializzazione e dei tecnici (dal 24% al 26% del totale delle entrate programmate), così come degli operai specializzati (dal 30,3% al 31,3%), mentre si riduce il peso delle professioni non qualificate (dal 14,2% al 12,6%) e delle professioni impiegatizie, commerciali e nei servizi (dal 31,5% al 30,1%).

Più specializzazione diventa però sinonimo di difficoltà di reperimento, aumentata del 6 per cento: dal 25% di gennaio 2018 al 31% di gennaio 2019. Quasi un profilo su tre, dunque, è introvabile per le imprese. Tale incremento riguarda tanto il gruppo delle professioni specializzate quanto quello delle professioni tecniche, nei cui ambiti, poi, si raggiungono picchi di criticità nelle ricerche di personale per gli specialisti in campo scientifico (con circa 2.600 entrate di difficile reperimento su quasi 4.700 ingressi previsti) o per i tecnici in campo ingegneristico (con circa 3.500 entrate di difficile reperimento su 6.700 ingressi previsti).

Il profilo più introvabile? È quello del fabbro: le assunzioni previste a gennaio sono circa 7mila, il 58,3% è introvabile. A breve distanza troviamo specialisti in scienze gestionali, commerciali e bancarie (oltre 6mila assunzioni a gennaio e 58,2% di introvabili), e poi i saldatori (oltre 9mila assunzioni, con una difficoltà di reperimento del 57,4%). Ma sono anche altre le figure introvabili.

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