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“Si poteva evitare!” Incredibile, Open asfalta Bonaccini e Schlein. L’accusa (tremenda) e la replica

Pubblicato il 17/05/2023 19:47 - Aggiornato il 18/05/2023 11:01

Quando accadono gli eventi tragici che purtroppo si sono riscontrati in Emilia-Romagna, si punta il dito contro l’abusivismo, contro il cambiamento climatico; raramente contro i vertici istituzionali di un dato territorio, se non per calcolo politico. Ecco perché suscita clamore ancor maggiore l’articolo che ha pubblicato Open, il giornale online fondato da Enrico Mentana, che certo non appartiene all’area culturale di centrodestra. La “bomba” l’ha sganciata Franco Bechis, direttore dal 2 gennaio al posto dello stesso Mentana. La notizia è questa: la Regione Emilia-Romagna, all’epoca già guidata da Stefano Bonaccini, con Elly Schlein come vicepresidente, aveva i fondi statali per evitare le alluvioni. Non sono stati capaci di spenderli e hanno restituito 55 milioni al governo. Questa è l’estrema sintesi di ciò che viene riportato e documentato: infatti, è la Corte dei Conti nei suoi rapporti 2021 e 2022 sulla Emilia-Romagna, a sancire che, come si legge nell’articolo, la Regione abbia restituito, in quel biennio, al ministero delle Infrastrutture 55,2 milioni di euro di un finanziamento di 71,9 milioni di euro ricevuto dallo Stato per la manutenzione e la messa in sicurezza dei corsi di acqua della regione. L’impiego di tali risorse e per tali scopi, dunque, scrive lo stesso Bechis, “avrebbe evitato il disastro compiuto dal maltempo in queste ore”. Pur se, comprensibilmente, la Regione Emilia-Romagna, come vedremo meglio in seguito, si è affrettata a smentire, basta esaminare nel dettaglio gli interventi che erano previsti in quei finanziamenti che sono andati perduti. (Continua a leggere dopo la foto)
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Possiamo citare, a mo’ d’esempio: “Manutenzione ordinaria per sistemazione rete idrografica del bacino Lamone”; “Lavori di sfalcio, taglio vegetazione riprofilatura e ripristino sponde in frana in tratti saltuari nei corsi d’acqua dei bacini del torrente Idice e del torrente Sillaro”; “Interventi urgenti e d’emergenza nei corsi d’acqua dei bacini del torrente Idice”; interbenti “d’emergenza nei corsi d’acqua dei bacini del torrente Sillaro”; “Lavori di sfalcio, taglio vegetazione riprofilatura e ripristino sponde in frana in tratti saltuari dei torrenti Idice, Savena, Sillaro, Quaderna, Gaiana e Fossatone”; “Lavori di Manutenzione Torrente Ravone”. Ve ne sono anche altri ma, per ragioni di spazio, non possiamo includere tutto, però si sarà notato come molti di questi nomi siano ricorrenti nelle ultime ore essendo esondati in Emilia-Romagna tra ieri e oggi ben quattordici tra fiumi e torrenti. La Corte dei Conti, nello stesso rapporto che abbiamo citato, riferisce che Bonaccini e la sua amministrazione si siano difesi sostenendo che quelle cifre non erano state utilizzate “per le dinamiche del Patto di stabilità che ha impedito di spendere le risorse residue”. (Continua a leggere dopo la foto)
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È sostanzialmente quello che la stessa Regione afferma anche nella replica inviata a Open. Peccato che non sia esattamente vero, e ci limitiamo a citare alla lettera ancora la Corte dei Conti: “La obiettiva constatazione della mancata realizzazione da parte dell’Amministrazione regionale, in un arco di tempo durato oltre un decennio, dell’opera di sistemazione idrogeologica per l’importo di circa 55 milioni, oltretutto finanziato interamente dallo Stato e che, per via di quanto emerso, ha determinato la restituzione di detta somma al bilancio del Ministero”. Né, a nostro avviso, può considerarsi soddisfacente la precisazione che, come sostiene la Regione Emilia-Romagna in risposta a Bechis, quei fondi fossero destinati “al sistema idroviario e non alle opere di sicurezza dei fiumi”. Insomma, da “casa” Mentana arriva una bordata inattesa. (Continua a leggere dopo la foto)
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O forse no? Non è la prima volta che Enrico Mentana si esprime in termini non proprio entusiastici del nuovo segretario del Pd. Ecco cosa scriveva non molti giorni fa: “Questa mattina ho risparmiato mezz’ora: non ho letto nessuno degli articoli su come si veste Elly Schlein. Metto da parte questa mezz’ora, per leggere quel che Schlein scriverà – spero presto – su come deve cambiare la sinistra per superare la sua crisi”.

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