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La pace (a caro prezzo) di Google col fisco: pagherà 965 milioni di multa in Francia

965 milioni di euro, spicciolo più spicciolo meno. Questa l’entità della multa che Google si troverà a pagare per mettere una pietra sopra l’inchiesta che lo vede accusato di truffa fiscale dal fisco, al termine di un’indagine durata quattro anni. Un accordo che potrebbe fare scuola, visto che altri colossi del mondo tecnologico potrebbe inserirsi lungo la stessa strada.

©PHOTOPQR/OUEST FRANCE ; Nick Leeder responsable de Google France ( ancien directeur de Google Australie et Nouvelle-Zélande ) pose dans la bibliothèque du siège de l’entreprise à Paris dans un hôtel particulier situé 8 Rue de Londres 75009 Paris Photographe : Marc Ollivier 2014/10/01. French office of Google. Maxppp/LaPresse Only Italy

Google si è accordato sulla base di una multa complessiva da 965 milioni da pagare in Francia: mezzo miliardo sarà versato come multa, mentre 465 milioni saranno dovuti come imposte arretrate. Le indagini per evasione erano scattate nel 2015, quando gli investigatori si erano concentrati sulle tasse pagate in Francia dall’azienda che ha quartier generale europeo a Dublino. Secondo le accuse, il re del web avrebbe fatto risultare quasi interamente le sue vendite dell’intera regione europea in Irlanda, registrando in quella sede i contratti e pagando quasi nessun onere nei diversi Paesi, avvantaggiandosi così di favorevoli regimi fiscali.

Un caso che ha destato particolare attenzione perché si inserisce in un lungo corso di accuse nei confronti dei giganti della rete: le nazioni europee hanno incontrato numerosi ostacoli nel tassare i profitti delle multinazionali tecnologiche americane. La Francia è da tempo uno dei Paesi più aggressivi nel perseguire reati simili, sponsorizzando anche la discussa idea della “digital tax”, alla quale si sono opposti Stati Uniti, Finlandia, Svezia, Irlanda e Danimarca.

La cifra annunciata da Google è inferiore a quella che era stata inizialmente richiesta dalle autorità di Parigi, pari a 1,6 miliardi di euro. La scelta è stata annunciata con soddisfazione dall’azienda, che ha tirato un sospiro di sollievo dopo aver temuto guai peggiori per le proprie casse.

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