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Il condominio cade a pezzi, il Comune alza l’affitto: ecco le case (non troppo) popolari di Milano

Più che servizi, un continuo susseguirsi di guai. Quelli che gli abitanti delle case popolari di diverse zone di Milano sono costretti a sopportare da anni mentre la Mm-Metropolitana Milanese, alla quale il Comune ha messo in mano alcuni edifici, viene elogiata così sul sito dell’amministrazione lombarda: “Punto di riferimento per tutti gli assegnatari e gli aspiranti inquilini delle case popolari è Metropolitana Milanese Spa, alla quale è affidata la gestione del patrimonio immobiliare pubblico di proprietà del Comune di Milano”.

Eppure, racconta Il Giornale che si è avventurato tra le storie delle famiglie milanesi, i problemi non sembrano finire mai per alcuni quartieri. In via Ulisse Dini, ad esempio, i residenti lamentano da tempo la situazione in cui sono costretti a vivere: dalle cantine che si allagano agli alberi che cadono in giardino, dai portoni rotti alle luci fuori uso negli androni, dalle infiltrazioni d’acqua alla muffa alle pareti e ai cumuli di rifiuti, passando per gli ascensori fuori servizio.

“A luglio un incendio nel vano spazzatura: quando i pompieri sono arrivati, hanno trovato sulle scale le manichette antincendio senza acqua per spegnere le fiamme, arrivate fino al terzo piano”. Un bel rischio, per fortuna rimasto tale. E gli affitti? Al netto di problematiche mai del tutto risolte, alle quali se ne sommano di tanto in tanto di nuove, aumentano. Una beffa nella beffa per chi si sente ormai abbandonato a sé stesso.

“I rapporti col pubblico vengono tenuti per via telefonica oppure su appuntamento” si legge ancora sul sito del Comune di Milano. Ma secondo i residenti, le richieste di interventi per la manutenzione vengono prese in considerazione di rado e con enormi ritardi. Al contrario delle richieste di pagamento mensili, puntualissime: “Qui ci sono affitti anche da 500-600 euro. Ci fanno pagare per vivere nel degrado”.

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