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Conte ubbidisce agli USA e dice sì agli F35

Oggi il Corriere della Sera riporta i dettagli di quella che sarebbe stata la trattativa tra Italia e Stati Uniti su dazi e 5G, sottolineando come in questa siano entrati anche gli F35. Palazzo Chigi, infatti, conferma l’impegno a rispettare gli accordi presi sull’acquisto dei 90 aerei da guerra, diventati materia di scontro politico soprattutto per la contrarietà del Movimento 5 Stelle.

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha rassicurato il Segretario di Stato Mike Pompeo durante l’incontro della scorsa settimana. E durante la cena di giovedì organizzata a Villa Taverna con imprenditori e banchieri sarebbe stata confermata pubblicamente la “soddisfazione” degli americani.

Ma perché la vicenda relativa agli F35 è materia così sensibile nei rapporti con gli Usa? Torniamo al 2012, quando l’Italia decise di ridurre l’ordine dai 131 aerei, previsti nel contratto siglato nel 1998 dal governo Prodi, a 90. Spesa prevista: circa 14 miliardi, anche se l’Italia ha un “ritorno” visto che nello stabilimento di Cameri, in provincia di Novara, vengono costruite le ali ed effettuato l’assemblaggio degli F35 destinati agli Stati europei.

Il M5S è sempre stato contrario al progetto, tanto che nel programma elettorale del 2017 era previsto il blocco degli ordini. Ma una volta arrivati al governo, ministri e sottosegretari grillini si sono resi conto che i contratti non potevano essere disdetti se non pagando penali altissime e così si è deciso di procedere.

E così la scorsa settimana, durante l’incontro con Pompeo che aveva come tema centrale i dazi e il 5G, sul tavolo della trattativa sono entrati gli F35. Durante gli incontri bilaterali con il Segretario di Stato è stato chiesto con insistenza di eliminare dalla lista dei prodotti che rischiano di subire una tassazione altissima quelli tipici come il parmigiano o l’olio d’oliva.

Come spiega il Corriere, Pompeo avrebbe fatto presente che anche l’Italia aveva impegni da onorare e il premier ha ribadito la volontà di mantenere l’impegno sugli F35. Due giorni dopo, si sarebbe parlato con soddisfazione proprio del buon esito del colloquio sugli F35. Confermando che poteva essere la giusta contropartita per difendere i cibi italiani e dunque le imprese, come il governo ha promesso di fare.

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