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CocaCola acquista lo storico marchio italiano Lurisia: Slow Food interrompe la collaborazione

Coca Cola acquista l’acqua Lurisia per un affare da 88 milioni di euro. Tanto è stata valutata la storica azienda cuneese di acque minerali e bibite, finora controllata dal fondo d’investimento Idea Taste of Italy, che ha per soci Dea Capital Alternative Funds, la famiglia Invernizzi e Eataly Distribuzione. A dare l’annuncio è la stessa Coca-Cola Hbc Italia, la controllata italiana del colosso di Atlanta, che parla della sottoscrizione di un accordo preliminare di acquisizione della Acque Minerali srl (la società di Lurisia, appunto).

C’è stato però un effetto immediato all’acquisto di Lurisia, l’acqua di Eataly, da parte della Coca Cola: Slow Food ha deciso di interrompere la collaborazione con l’azienda di acque minerali di Roccaforte nel Cuneese.

L’edizione 2019 di Cheese – la kermesse dei formaggi che si apre domani venerdì a Bra e durerà quattro giorni – sarà l’ultimo evento organizzato in collaborazione con Lurisia, che ha tra i suoi soci anche Oscar Farinetti, proprietario di Eataly. Lo rende noto la stessa associazione fondata da Carlin Petrini. “Apprendiamo dagli organi di stampa del passaggio di proprietà di Lurisia Spa al gruppo Coca Cola. Lurisia ha sostenuto l’attività di Slow Food a partire dal 2007, principalmente in veste di partner dei grandi eventi: Cheese, Slow Fish e Salone del Gusto”.

“Con l’edizione 2019 di Cheese si conclude la collaborazione, che non verrà rinnovata”. Per Slow Food che da sempre si batte contro la filosofia delle multinazionali e che ha puntato il dito contro la globalizzazione e i suoi effetti, non è pensabile continuare una partnership con uno dei primi gruppi mondiali nel campo alimentare.

“Noi difendiamo la biodiversità contro l’omologazione dei gusti” spiegano da Bra, “capitale” dell’associazione diffusa ormai in tutto il mondo grazie anche a un evento come “Terra Madre”, ribattezzata l’Onu dei contadini, che ogni due anni in occasione del Salone del gusto riunisce a Torino produttori di tutto il mondo che si battono in difesa di produzioni tipiche.

Fondata nel 1940 in Roccaforte Mondovì, nel Nord-Ovest d’Italia, Acque Minerali imbottiglia acque minerali e frizzati provenienti da fonti a 1.400 metri sul livello del mare sul Monte Pigna, in imballaggi in “pet” e vetro, oltre a bibite come chinotto, gazzosa, aranciata (normale, rossa e amara), limonata e tonica. La fabbrica piemontese si aggiunge ai 4 stabilimenti di Coca-Cola HBC Italia presenti in Campania, Abruzzo, Basilicata e Veneto, dove ha sede il più grande centro produttivo di Coca-Cola in Europa.

Una realtà globale, ma anche italiana, con piani di investimento nella capacità industriale che nel 2019 ammontano a quasi 45 milioni di euro. Il celebre marchio della bibita gasata a base di caffeina torna dunque in Piemonte a distanza di sei anni da quando decise di chiudere lo stabilimento di produzione di Gaglianico, in provincia di Biella.

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