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“Vaccini? Troppe reazioni avverse, nei giovani i rischi superano i benefici”: l’allarme dell’esperta

I media italiani, ormai perfettamente allineati con un mondo di santoni-virologi impossibili da contraddire, non ne hanno dato notizia, come non fosse accaduto nulla. Eppure dall’altra parte dell’Oceano, le testate americane hanno raccontato del “venerdì nero di Big Pharma” e dell’amministrazione Biden, che aveva chiesto di lanciare il prima possibile un programma per la somministrazione della terza dose alla popolazione. La Fda, l’agenzia del farmaco americana, ha così convocato la commissione consultiva, passaggio necessario prima di prendere decisioni-chiave. Ma la riunione, pubblica, ha sovvertito le aspettative.

Durante il dibattito, infatti, sono stati avanzati dubbi sulla possibilità che un maggior numero di dosi possa aumentare la probabilità di effetti indesiderati anche gravi. Con tanto di finale sorprendente: con 16 voti favorevoli e 2 contrari, la commissione ha dato il via libera alla terza dose solo per gli anziani e le persone a rischio. Una scelta che ha provocato anche un crollo in borsa per le aziende farmaceutiche, e successivamente corretta dalla Cdc, l’agenzia federale gemella della Fda: terza dose anche per i maggiorenni che lavorano a stretto contatto col pubblico.

Restano, comunque, le parole di alcuni degli esperti intervenuti durante l’udienza della commissione consultiva. Come il professor Steve Kirsch, direttore del Covid-19 Early Treatment Fund: “Concentrerò le mie osservazioni sull’elefante nella stanza che nessuno vuole vedere: parliamo sempre di vite salvate e di efficacia dei vaccini perché abbiamo voluto credere che i vaccini fossero completamente sicuri, e questo non è vero per niente … il Vaers (il sistema di rilevazione passiva di effetti collaterali) mostra che gli attacchi di cuore si sono verificati 71 volte più spesso a seguito di questi vaccini rispetto a qualsiasi altro vaccino. Più in generale possiamo dire che abbiamo ucciso due persone per salvare una vita”.

Durante la riunione è intervenuta anche l’immunologa e biologa Jessica Rose, che ha osservato come, sulla base dei dati Vaers, “i rischi del vaccino superano i benefici nei giovani, e in particolare nei bambini, a causa di un aumento di mille volte delle reazioni avverse all’iniezione nel 2021 rispetto agli ultimi decenni. C’è un aumento di oltre il 1000% nel numero totale di eventi avversi per il 2021 (nei bambini per i vaccini nel loro complesso) e il 2021 non è ancora finito”.

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