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“Trauma Covid”, ecco la nuova pandemia. A rischio un italiano su tre

La risposta per Lor signori è sempre una e solo quella: chiudere, chiudere, chiudere. Non importa il caro prezzo che stanno pagando gli italiani, il fallimento delle attività, i debiti degli imprenditori, le prospettive lavorative di coloro i quali stanno perdendo tutto, il disagio di bambini e ragazzi che non possono andare a scuola.

Dpcm e restrizioni sono gli unici strumenti di cui fanno uso per dare una minima parvenza di gestione. Il resto, non lo sanno e non lo possono fare, perchè ricordiamoci che siamo ancora incatenati tra le grinfie della gabbia europea, schiavi del loro volere e delle loro scellerate regole. Come potenziare il sistema dei trasporti, dare una importante spinta propulsiva per migliorare il sistema sanitario, elargire i risarcimenti che possono davvero essere l’ossigeno capace di rimettere in piedi l’economia reale, condurre una serie ed efficiente campagna vaccinale per assicurare a chiunque lo voglia il diritto di ottenere il vaccino.

A pagarne sono i cittadini italiani, che giorno dopo giorno, vedono sgonfiare le speranze e le tasche. Se continuiamo così non dovranno risarcire solo le attività per le perdite subíte, ma dovranno anche occuparsi degli emergenti problemi psicologici derivanti da tutto quello che stanno imponendo.

Dalla Società italiana di Psichiatria parte l’allarme: “Un italiano su tre è a rischio trauma pandemia”. Si tratta di “un malessere poliedrico fatto di insonnia, ansia, depressione fino a comprendere i disturbi psichici più gravi come la paura di infettarsi o il rifiuto di socializzare”. L’Aifa solo nel 2020 ha registrato un aumento del 12% dell’uso di ansiolitici.

Le cause identificate sono proprio i danni che stanno provocando loro: “Le difficoltà economiche, la paura di perdere il lavoro, la fatica titanica per cercare di mantenerlo. La paura per il futuro dei figli, il timore di vederli più ignoranti rispetto alla generazione precedente. Il senso di precarietà perenne alternato alla perdita di libertà”.

“Estrema gravità peri giovanissimi”. Il neuropsichiatra Borgatti dell’Istituto neurologico di Pavia spiega: “Sono aumentati i suicidi, casi di autolesionismo e i disturbi del pensiero”.

Camilla Pezzoni, direttore scientifico Pool Pharma informa: “Il 63% riferisce disturbi di tipo ansioso, il 20% sintomi da disturbo post-traumatico da stress. Il 14% dei giovani, sia studenti che lavoratori, ha spiegato di soffrire di attacchi di ansia perchè non riesce a staccarsi dal proprio smartphone, pc o tablet e ha dichiarato di vivere nel costante stress di essere dimenticato da amici e colleghi”.

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