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Svolta Irpef, cosa cambia dal 2024, quanto si risparmierà e chi ne beneficerà di più

Pubblicato il 29/12/2023 14:39 - Aggiornato il 30/12/2023 08:30

Il governo è al lavoro per il taglio delle tasse e così dal 1° gennaio, e per il momento solo per un anno, le aliquote Irpef scenderanno da quattro a tre, con quella del 23% che arriverà a coprire anche l’attuale secondo scaglione di reddito tra 15.000,01 e 28mila euro. Un primo passo che nelle intenzioni del Governo dovrebbe portare a un vantaggio soprattutto per i redditi medio-bassi. I calcoli dicono che nella fascia di reddito tra 30mila e 50mila euro ci sarà in questo modo un risparmio fiscale su base annua di 260 euro (circa 21,7 euro al mese se calcolato su 12 mensilità). Oltre i 50mila euro, invece, il vantaggio sarà annullato dal taglio delle detrazioni che comporterà una sforbiciata di 260 euro. (Continua a leggere dopo la foto)
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Più in generale, spiega Il Sole 24 Ore, il decreto Irpef innalza per il prossimo anno da 1.880 a 1.955 euro la detrazione per lavoro dipendente allineando la no tax area a 8.500 euro come per i titolari di reddito di pensione. “Ne consegue anche una rimodulazione del calcolo del trattamento integrativo per i redditi fino a 28mila euro (l’ex bonus Renzi) per evitare che l’innalzamento della no tax area potesse determinare la perdita del beneficio. Mentre sul versante delle imprese il decreto definitivo sancirà l’addio al bonus aumenti di capitale (Ace) a partire dal 2024 e il debutto (anche in questo caso solo per il prossimo anno) della maxideduzione per i neoassunti (120% o 130% in caso di lavoratori svantaggiati), per la quale viene confermato che non sarà considerato l’effetto di riduzione negli acconti”. (Continua a leggere dopo la foto)

Ma a cambiare il prossimo anno non sarà solo l’importo delle tasse. È stata prevista anche l’equiparazione delle detrazioni da lavoro dipendente con quelle da pensione. Dal prossimo anno infatti le detrazioni che spettano ai lavoratori subordinati passano da 1.880 euro a 1.955 euro, oggi previsti solo per chi percepisce redditi da pensione. Tra le altre novità, con la nuova riforma resta il taglio alle detrazioni per le donazioni ai partiti politici: le donazioni ai partiti restano tra le voci che subiranno una decurtazione di 260 euro. Salve invece quelle per le Onlus, le iniziative umanitarie, religiose o laiche, e quelle per gli enti del Terzo settore.

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