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Vaccino, Pfizer all’angolo: “Sono segreti”. Ecco i dati che non vuole fornire e perché sono così importanti

Pubblicato il 28/12/2023 09:45 - Aggiornato il 28/12/2023 11:20

Doveva essere l’ennesima prova del 9, e Pfizer ha fallito anche questa. Alla richiesta di presentare i dati relativi alla stabilità dell’Rna nel suo vaccino, l’azienda ha risposto picche. Fossero stati tranquilli, avrebbero fornito questa informazioni senza troppi problemi, anzi. Avrebbero avuto l’occasione per tranquillizzare tutti sul proprio prodotto. E invece, guarda caso, Pfizer ha voluto nascondere tutto. “È di fondamentale importanza conoscere la stabilità dell’Rna nei vaccini perché se si disintegra, l’efficacia del vaccino diminuisce”, ha spiegato Phillip Altman, responsabile dell’approvazione sul mercato di numerosi nuovi farmaci, alla giornalista investigativa Maryanne Demasi. Ha poi aggiunto, ripreso da Patrizia Floder Reitter su LaVerità, che questi dati “sono di enorme interesse pubblico e dovrebbero essere divulgati”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Pfizer, però, si rifiuta di farlo. Un nodo essenziale ora è questo: all’inizio l’azienda aveva affermato che l’mRna nel vaccino è instabile e decadrebbe se le fiale chiuse non fossero con-servate a -70°C. Ricorderete quindi tutto il problema relativo ai congelatori per trasportare e conservare il farmaco. Poco dopo, nel febbraio 2021, Pfizer aveva detto di aver risolto il problema e che il vaccino poteva essere conservato anche in congelatori convenzionali (-20°C). E le prove dove erano? Nessuno lo sa. Anche perché a Fda ed Ema bastò la parola dell’azienda per avallare il cambiamento. Demasi ha chiesto i dati prima alla Fda e poi anche a Pfizer. Da entrambi, però, è arrivata una risposta negativa invocando la “riservatezza commerciale”. Può la “riservatezza commerciale” essere più importante del diritto delle persone a sapere cosa gli è stato iniettato obbligatoriamente in corpo? (Continua a leggere dopo la foto)

Qui si parla della salute di milioni e milioni di persone. “Alcune ricevono dosi di mRna più elevate rispetto ad altre, e questo potrebbe spiegare perché lotti di vaccino sono associati a più eventi avversi rispetto ad altri”, ha spiegato ancora Altman. Sarebbe stato essenziale condurre test di stabilità in condizioni reali per valutare l’integrità dell’Rna e delle nanoparticelle lipidiche dopo il trasporto, lo stoccaggio, la preparazione e il mantenimento in cliniche in condizioni non ideali. Nulla, però, è stato fatto. E i pochi dati disponibili a riguardo, Pfizer se li tiene stretti. Probabilmente ha paura che da lì possa emergere un’altra, l’ennesima, sconcertante verità. I cittadini, però, hanno il diritto di sapere.

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