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“Social vietati sotto i 17 anni”. Stati Uniti, clamorosa novità. Cos’hanno deciso

Pubblicato il 25/01/2024 15:38 - Aggiornato il 25/01/2024 17:30

E’ una novità destinata a far discutere, quella che arriva oggi dalla Florida. E sicuramente scatenerà polemiche, come sta succedendo anche negli Stati Uniti. Il fatto è che la Camera dello Stato americano ha approvato un disegno di legge che vieta l’accesso ai social ai minori di 17 anni. Una decisione davvero clamorosa. E lo è ancor di più se si vanno a leggere le motivazioni di questa iniziativa. Il divieto infatti non cita i nomi dei social “vietati”, ma detta una linea importante. A finire nel mirino, infatti, sono tutti i social media che “tengano traccia dell’attività degli utenti, consentano ai bambini di caricare materiali e interagire con gli altri. E utilizzino funzionalità che creino dipendenza, progettate per causare un uso eccessivo o compulsivo”. Fuori da questo divieto resterebbero le applicazioni che vengono utilizzate per scambiarsi messaggi privati fra persone. (continua dopo la foto)

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La Camera della Florida lo ha detto chiaramente. I bambini sono costantemente esposti “a bullismo e ai predatori sessuali”. Il politico che ha proposto il Ddl, il repubblicano Tyler Sirois, è stato categorico: “Stanno approfittando della crescita dei bambini. Questo è il loro modello di business. Lo fanno per tenerli agganciati con le dosi di dopamina che la piattaforma provoca nei nostri figli. Con ogni riproduzione automatica, con ogni mi piace, con ogni notifica”. La proposta è passata quasi all’unanimità: 116 a favore e solo 13 contrari. I rischi indicati, oltre al cadere vittime dei pedofili o dei bulli, sono la depressione, la tendenza al suicidio, l’ossessione che crea dipendenza. (continua dopo la foto)

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Il presidente della Camera Paul Renner ne ha fatto da subito una priorità. “Il Ddl della Florida dovrebbe resistere al controllo Costituzionale”, ha affermato. “Perché prende di mira le caratteristiche di dipendenza dei social media. Non i contenuti. I ragazzi sono rimasti intrappolati in un ambiente che danneggia la loro salute mentale”. La notizia ha scatenato il panico in Meta, la società che gestisce Facebook, Instagram e altre piattaforme. Subito i vertici di Meta hanno chiesto alla Camera un’altra soluzione. Per esempio, richiedere l’approvazione dei genitori per scaricare le App. Ma sembra una posizione debole. Quello che si è aperta in Florida è una discussione culturale e di tutela dei minori che era latente da tempo. Ma che sarebbe urgente affrontare un po’ ovunque.

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