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Schlein va in ritiro e sono le comiche. Biliardo, “Bella ciao” e tanto altro: il “peggio” del ritiro 4Stelle

Pubblicato il 20/01/2024 14:08

Il ritiro del Pd è un autogol pazzesco. Se volevano cercare una soluzione per riavvicinarsi agli elettori di sinistra, sono riusciti nell’esatto contrario, dimostrando ancora una volta perché la gente si è così tanto allontanata da loro. Un resort a 4Stelle, dove per altro fu di casa anche Silvio Berlusconi, in cui hanno discusso – pare – dell’Ucraina, dell’abuso d’ufficio passando per l’autonomia e le Europee. Il risultato, però, è un mistero. A quali conclusioni sono arrivati? Non si sa, e forse non lo sanno nemmeno loro. Assenti alcuni big come Lorenzo Guerini, Enrico Letta e Paola De Micheli. Più le 26 dem che hanno inviato una lettera a Schlein per sfiduciarla definitivamente. Una delle chicche di questa kermesse è proprio la segretaria stessa: arrivata il giorno dopo rispetto all’inizio perché la sera prima era andata al cinema. (Continua a leggere dopo la foto)
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Come riporta Il Tempo, il viaggio di tutti gli altri dem fino a Gubbio è stato caratterizzato da una playlist tutta italiana a cura del deputato Toni Ricciardi. E poi anche tanti balli. “Si racconta di una Cecilia Guerra che balla da seduta «W la mamma» di Edoardo Bennato”. Il deputato dj ha spiegato: “Abbiamo fatto tutti la playlist canzoni italiane riflessive. Perdere l’amore è stato il punto massimo. Poi Guccini, canzoni politiche, Bella Ciao, la canzone popolare”. Chissà cosa ne pensa il maestrone Guccini dell’hotel a 4 stelle? Schlein dal palco ci ha tenuto a dire: “La Spa è chiusa e i giornali di destra dovranno parlare di contenuti”. Niente paura per la Spa chiusa, ci si è potuti sollazzare con il biliardo e con gli scacchi, come ha raccontato Nico Stumpo. (Continua a leggere dopo il video)

Le tesi. Sulla guerra in Ucraina il Pd continuerà “a insistere con il supporto a Kiev senza ambiguità ma serve un ruolo politico e diplomatico più forte dell’Europa”. Per il lavoro la leader dem propone la riduzione dell’orario di lavoro. Poi: guerra anche all’autonomia differenziata. E la candidatura della segretaria alle Europee? “Resta l’ultima cosa”, e menomale. Ancora mistero, quindi.

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