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Schiaffo ai terremotati. Il governo si dimentica di loro e dal 1° gennaio torneranno a pagare

Non veniteci a dire che questi sono all’altezza delle loro responsabilità. Sono trascorsi anni da quando la prima scossa ha colpito il centro Italia. 299 sono le vittime del sisma, 275 sono le persone estratte vive dalle macerie. Secondo un’inchiesta del Messaggero, che stima 80 mila edifici danneggiati e 50 mila abitazioni inagibili, il 90% delle case sono ancora da riparare o da ricostruire. 13.948 le domande di accesso ai contributi dedicati alla ricostruzione. Finora ne sono state accolte 5.325, per il 6,5 per cento degli edifici danneggiati.

Se qualcuno si sta domandando quali saranno gli aiuti che il governo indirizzerà a questa particolare fascia della popolazione italiana, in questo particolare periodo, la risposta la fornisce il Messaggero, tra le colonne del quale è riferito che la “la legge di bilancio non ha previsto alcuna norma che estenda le esezioni fiscali, tributarie e tariffarie che, dal 2016, riguardano i 133 comumni dei crateri”. Ciò significa che dal gennaio 2021 -stando a quanto è previsto finora su carta- nulla è previsto per loro se non la ripartenza dei pagamenti.

 Una pioggia di tasse e balzelli cadrà sulle teste delle zone del sisma, che interesseranno “anche gli immobili lesionati”. Il risultato sarà che circa “80mila proprietari di immobili dovranno ricomincire a pagare le imposte su case danneggiate se non addirittura distrutte”. La lista delle tasse che in mancanza di un intervento normativo saranno riscosse è lunga. Tra queste sono previsti i pagamenti di bollette, fatture relative ai servizi di telefonia e assicurazioni, canone Rai, imposte di registro e di bollo per le istanze, contratti e documenti presentati alle Pa.

Probabilmente si tratta di “un dimenticanza del governo, una distrazione” ipotizza il Messaggero. Distrazione o meno, questo (e molto altro) è inaccettabili. 

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