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“Peggio della plastica”. Lo studio che smonta la “rivoluzione Green” voluta dall’Europa

Pubblicato il 11/09/2023 13:04 - Aggiornato il 14/09/2023 19:38

La strada che porta alla rivoluzione Green sembra essere lunga e piena di scivoloni. Lo sta scoprendo a sue spese, in queste settimane, quell’Unione Europea che da tempo tenta di imporre ai cittadini del Vecchio Continente uno stravolgimento totale delle loro abitudini. Case da ristrutturare, auto da rottamare e sostituire con le elettriche, prodotti “eco-friendly” da acquistare a ogni costo, in nome di una presunta salvaguardia dell’ambiente. Peccato, però, che spesso e volentieri dietro queste battaglie in nome del pianeta si nascondano clamorosi errori (e orrori): è il caso, per esempio, dell’utilizzo di bicchieri , cannucce e posate di carta per sostituire quelli di plastica. Un’abitudine che si è rivelata in questi giorni non proprio in linea con la tutela dell’ambiente. (Continua a leggere dopo la foto)
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Come spiegato dal Tempo, nel corso degli anni tantissimi Paesi si sono allineati a questa ennesima indicazione, con l’obiettivo di diminuire l’impatto ambientale. Ora, però, ecco arrivare a sorpresa alcuni studi che hanno sottolineato come i bicchieri “ecologici” vengano spessi rivestiti da un sottile strato di plastica per evitare che il loro contenuto penetri nella carta: il contatto con le bevande o con gli alimenti può produrre il rilascio di sostanze nocive. (Continua a leggere dopo la foto)

Un recente studio scientifico ha fatto luce sui reali vantaggi dell’uso della carta al posto della plastica. Si è scoperto che i bicchieri di carta, difesi e pubblicizzati tante volte dagli eco-paladini, possono essere nocivi quanto quelli prodotti in plastica. Gli effetti negativi di questi oggetti sono stati riscontrati sia nella composizione che nel contatto con gli alimenti da asporto: i bicchieri vengono rivestiti da un sottile strato di plastica che, dal momento in cui incontra ciò che contiene, può diventare tossico. (Continua a leggere dopo la foto)

“Ci sono sostanze chimiche che fuoriescono da questi materiali”, ha spiegato Bethanie Carney Almroth, autrice principale dello studio in questione e professoressa associata di scienze ambientali presso l’Università di Göteborg in Svezia. “Abbiamo lasciato bicchieri di carta e bicchieri di plastica in sedimenti umidi e acqua per alcune settimane e abbiamo seguito come le sostanze chimiche lisciviate hanno colpito le larve. Tutte le tazze hanno influenzato negativamente la crescita delle larve di zanzara”.

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