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Ristori ridicoli! Da Conte a Draghi la presa in giro è sempre quella. Le cifre

Ci costringono a chiudere le attività e a non lavorare, ma non compensano neanche lontanamente i danni subiti con sufficienti risarcimenti. Il tanto atteso decreto “sostegni” si è rivelato l’ennesima presa in giro per le imprese italiane, vittime di questo mostro che sta inghiottendo i sacrifici, l’impegno, la dignità dei lavoratori. Le aspettative che in molti nutrivano verso Mario Draghi e il suo governo, sono ampiamente sgonfiate dalle cifre pazzesche e ridicole che sono state stabilite.

A calcoli fatti, le imprese a cui è stata imposta la chiusura percepiranno “sostegni” le cui cifre vanno dall’ 1,7% a un massimo del 5% rispetto alla perdita di fatturato. Ciò significa che chi, nel 2020 rispetto al 2019, ha perso 40 mila euro percepirà 2 mila euro; chi ha perso 120 mila percepirà 5 mila; chi ha perso 300 mila percepirà 10 mila (dati che riprendiamo dal Sole 24 Ore).

Per presentare la richiesta gli interessati avranno a disposizione 60 giorni e dovranno seguire la procedura online sulla piattaforma predisposta da Sogei per l’Agenzia delle Entrate. Il governo considera di far partire i pagamenti dall’8 di aprile e di concludere entro la fine del mese.

Questi “sostegni”, come li definiscono loro, non sono utili nemmeno a coprire i costi fissi che le aziende hanno. Ma vi rendete conto della plateale presa per i fondelli cui sottopongono i lavoratori italiani? È chiaro che con Conte o con Draghi non sia cambiato nulla. È chiaro agli interessi dei cittadini siano anteposti gli strapoteri delle banche, delle multinazionali e delle case farmaceutiche.

Il caso strano della Tari sospesa

“Il decreto sostegni? L’ennesima presa in giro e vi spiego perché”