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“Cacciare Benetton è impossibile. Autostrade? Basta populismo”. Il solito Renzi

Nel bel mezzo del dibattito sulla revoca delle concessioni ai Benetton, interviene Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva, che con il suo partito appoggia il governo, in un’intervista a La Stampa difende la sua posizione, mentre alcuni “compagni” di esecutivo premono per procedere con la revoca: “Sono entusiasta – dice Renzi – che ci abbiano dato ragione sullo sblocco dei cantieri dopo averci insultato per mesi, ma ora i risultati si devono vedere. Lo stesso vale per Autostrade: è il momento di passare dalle chiacchiere ai fatti. Dopo due anni non si può continuare ad urlare ‘revocheremo’ o ‘cacceremo i Benetton’. Perché è molto semplice, ma impossibile da farsi: basta col populismo degli annunci”.

Dunque, per Renzi è impossibile cacciare i Benetton. Quindi nessuna revoca, le concessioni restano. Sull’affidamento del nuovo ponte di Genova, dice: “Tutti sapevano che la gestione sarebbe andata ad Autostrade: era già previsto all’inizio del percorso. Ma ora basta con la politica dei rinvii. Non puoi dire ‘revoco’, lasciando aperta così a lungo la questione. In un senso o nell’altro le decisioni vanno assunte. Perché altrimenti rischiamo una doppia beffa: il ponte è ricostruito e il dossier resta aperto. E l’eventuale revoca si trasforma in un regalo per la proprietà”.

Nel Governo il Pd, invece, con la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, non dà certo per scontata la recova. I due pesi massimi continuano a metterla sul piano che i rischi di un contenzioso legale con l’azienda sono altissimi, così come sarebbero esorbitanti i costi di un’eventuale sconfitta. In tutto questo, sembra contare nulla il report dell’Anac sulla gestione di Aspi e, ancora meno, il parere delle famiglie delle vittime del ponte Morandi.

“Il Movimento 5 stelle minaccerà la crisi se il Governo non prenderà la decisione della revoca della concessione”, confida invece un membro dell’esecutivo del Movimento. Ma la partita è tutt’altro che semplice, e il potere la spunterà anche stavolta.

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